Savona 14 gennaio 2023, la presentazione del libro “Assalto a Quota 731 Monastero”

Il Regno d’Italia aveva mosso la guerra alla Grecia il 28 ottobre 1940, in concomitanza con la ricorrenza della “Marcia su Roma” nell’intento di Mussolini di controbilanciare l’entrata in Romania di forze tedesche ma le cose come sappiamo tutti non erano andate come il Duce e i nostri vertici militari si aspettavano. Dopo alcuni giorni di avanzata in territorio greco le nostre esigue forze erano state arrestate dai greci che avevano da quel momento assunto l’iniziativa militare non solo respingendo le nostre truppe ma penetrando profondamente in Albania, da noi occupata senza colpo ferire nell’aprile del 1939.

La sconfitta che gettava nel ridicolo le nostre forze armate, era costata la testa al Capo di Stato Maggiore generale il Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, ma nonostante gli sforzi del suo successore il generale Ugo Cavallero e dei numerosi rinforzi giunti sull’altra sponda dell’Adriatico la situazione militare non accennava a migliorare, complice anche l’inverno particolarmente duro in quelle zone. Battaglioni e reggimenti continuavano a sbarcare sulle coste albanesi e venivano gettate alla rinfusa nella fornace del fronte ma ancora negli ultimi giorni dell’inverno del 1941, le truppe greche erano saldamente posizionate in territorio albanese.

Si avvicinava la primavera ed era ormai certo l’intervento delle forze armate germaniche per risolvere la situazione e il Comando italiano aveva ricevuto precise istruzioni dai vertici politici di spingere sull’acceleratore per evidenti ragioni di prestigio e cercare di risolvere la campagna prima dell’arrivo dell’alleato. Il piano, ideato dal generale Ugo Cavallero, prevedeva un possente attacco concentrato in uno stretto corridoio montano: lo scopo era quello di sfondare le linee greche nel punto di maggiore forza, riconquistare Klisura e avanzare verso Leskovik e Ioannina. La chiave del successo fu individuata nella conquista di un piccolo monte, conosciuto come Cima 731, in altre fonti denominato monte del Monastero per via dei ruderi di un antico edificio religioso.

L’operazione prevedeva l’impiego del VIII Corpo d’Armata agli ordini del generale Gastone Gambara, veterano della guerra di Spagna, che poteva contare contare su tre divisioni di fanteria (59ª Divisione “Cagliari”, 38ª Divisione “Puglie” e 24ª Divisione “Pinerolo”) oltre a due battaglioni di Camicie Nere. Il secondo scaglione di forze era costituito dal XXV Corpo d’Armata con altre tre divisioni di fanteria (26ª Divisione “Assietta”, 2ª Divisione “Sforzesca”, 47ª Divisione “Bari”, 51ª Divisione “Siena” e 7ª Divisione “Lupi di Toscana”. Come riserva erano pronte la 131ª Divisione corazzata “Centauro” e la 29ª Divisione fanteria “Piemonte”.

Le unità greche di fronte a loro erano il II Corpo (17ª, 5ª, 1ª, 15ª e 11ª divisione) che aveva combattuto sin dall’inizio della guerra, con tre reggimenti di appoggio e la 4ª Divisione come riserva. Durante i mesi precedenti, in previsione di un attacco, alle truppe greche era stato ordinato di scavare trincee per fornire la necessaria copertura. La divisione italiana incaricata dell’assalto alla Cima 731 fu la Puglie, costituita da reparti di artiglieria, reparti someggiati e fanti. Per assistere all’operazione e per vedere finalmente trionfare le armi italiane era giunto personalmente dall’Italia Benito Mussolini che era appostato sull’altura del Komarit.

L’ordine di attacco arrivò il 9 marzo, preceduto da uno sbarramento di artiglieria pesante e da un bombardamento aereo delle posiziono elleniche. Sul settore principale, tenuto dalla 1ª Divisione greca, il feroce bombardamento causò uno sconvolgimento del terreno, abbassandone la quota di 2 metri e distruggendone alberi e vegetazione, ma le perdite provocate ai greci, che erano ben riparati in solide trincee preparate nelle settimane precedenti furono limitate. A quel punto i nostri fanti del 71º e 72º Reggimento della Divisione Puglie furono lanciati all’assalto, nella convinzione dei generali italiani che la resistenza greca, sfiancata dall’artiglieria, non potesse opporre resistenza. I soldati greci si lanciarono fuori dalle trincee, ingaggiando violenti corpo a corpo.

La stessa sanguinosa strategia verrà riproposta nei giorni a seguire fino al 19 marzo, quando uno sconsolato Mussolini dovette ammettere che l’offensiva era fallita e fare ritorno in Italia. In quell’ultimo giorno dell’offensiva, sull’insaguinata Quota 731, troverà la morte, assieme a quasi tutti i suoi Arditi anche il principe Giorgio di Borbone, nato a Milano nel 1900 e diretto discendente dal ramo nobiliare spagnolo. Era stato inviato con la compagnia Arditi del 31º Reggimento fanteria “Siena” e alle unità corazzate della Divisione “Centauro” in quello che sarà il diciottesimo e ultimo assalto. Venne insignito, per la sua morte in battaglia, della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria:

“Comandante di una Compagnia Arditi, tre volte volontario di guerra, già ferito in precedenti fatti d’arme in cui si era valorosamente distinto, otteneva, dopo vive istanze, di rientrare al proprio reparto. In aspro combattimento si lanciava, con impareggiabile audacia e sprezzo del pericolo, alla testa dei suoi Arditi, contro munita posizione avversaria. Colpito una prima volta, seguitava ad avanzare e giungeva sulla linea nemica conquistandola e disperdendone i difensori con accanito lancio di bombe a mano. Accerchiato da forze soverchianti, persisteva imperterrito nell’impari lotta finché, esaurite le bombe ed i colpi della propria pistola contro i più vicini avversari, veniva sopraffatto e cadeva da eroe.

Quota 731 di Monastero, Fronte Greco-Albanese, 19 marzo 1941”.

Lo scenario sul fronte greco muterà radicalmente meno di un mese dopo il 6 aprile, quando i tedeschi dettero inizio all’Operazione Marita invadendo la Grecia attraverso la Bulgaria, zona del fronte praticamente sguarnita.I tedeschi raggiunsero Atene il 27 aprile e completarono la conquista della Grecia con la cattura di Creta un mese dopo. Di conseguenza, la Grecia fu occupata dalle forze militari di Germania, Italia e Bulgaria fino alla fine del 1944. Domani sabato 14 gennaio 2023l alle 16,30 nella Sala dell’Anziania della Torre del Brandale a Savona, verrò presentato il libro scritto da Pier Luigi Villari, esperto di storiografia militare “Assalto A Quota 731 Monastero”, dedicato a quella tremenda battaglia una delle peggiori della dura Campagna di Grecia, che costo alle nostre armi circa 11.800 soldati fra morti e feriti.

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