1° luglio 1942, “mancò la fortuna non il valore”

Era un mercoledì il 1° Luglio 1942 al Cairo capitale dell’Egitto, un’alta colonna di fumo si vedeva provenire dal giardino dell’ambasciata inglese, in quello che verrà ironicamente chiamato “il mercoledì delle ceneri”, i funzionari bruciavano fasci di documenti segreti. Si dava ormai per scontata la conquista della città da parte delle forze italo-tedesche, che proprio in quelle ore, con poche migliaia di uomini e qualche decina di carri armati guidati dalla “volpe del deserto”, attaccavano una piccola e praticamente sconosciuta località posta nel deserto egiziano.

Mancò la fortuna non il valore

In quel luogo chiamato El Alamein, scelto dal comandante britannico generale Auchinleck per la sua conformazione geografica in quanto si trattava di un vero e proprio collo di bottiglia tra il mare e la depressione non percorribile di al-Qattara, nei cinque messi successivi si combatteranno ben tre durissime battaglie e proprio lì si decideranno le sorti del lungo e combattuto conflitto in Africa settentrionale.

Quello stesso 1° luglio 1942, i bersaglieri del 7° reggimento apponevano sul ciglio della strada litoranea, una targa, tuttora esistente, destinata ad entrare nella storia. Su di essa era incisa la frase che sintetizzerà gli eventi successivi e forse un po’ tutta la nostra partecipazione al secondo conflitto mondiale:

“mancò la fortuna non il valore”

Questa è la narrazione della prima battaglia di El Alamein. 

1° luglio 1942, comincia l’epopea di El Alamein

 

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