25 febbraio 1958, muore l’eroe che salvò diecimila soldati nella Grande Guerra

Il 25 febbraio 1958, moriva a 81 anni nella sua residenza di Rivalta di Torino, ricevendo i solenni funerali di Stato, il generale di brigata dei Carabinieri Cosma Manera. Probabilmente il suo nome suonerà sconosciuto ai più, ma la storia che andiamo a narrare oggi che vede protagonista il valoroso ufficiale astigiano è un esempio di valore e coraggio come pochi ne abbiamo narrate. Non a caso Cosma Manera è uno dei militari dell’Arma che hanno ricevuto il maggior numero di decorazioni straniere, fra cui spicca l’Ordre national de la Légion d’honneur, la più alta onorificenza conferita dallo Stato francese.

Tra il 1916 e la primavera del 1920 il maggiore Cosma Manera realizzò un’impresa epica, mettendo in salvo circa diecimila soldati italiani originari delle terre irredente, arruolati dall’esercito austro-ungarico nella Grande Guerra e fatti prigionieri dalle truppe zariste. Rimasti intrappolati in Russia durante i drammatici eventi della rivoluzione che portarono alla caduta dello zar e alla successiva affermazione dei bolscevichi, Manera riuscì a guidarli in un viaggio di diecimila chilometri, sfidando l’inverno siberiano e le insidie di un Paese devastato, viaggio che si concluderà nella concessione italiana di Tientsin in Cina.

Nel febbraio del 1920 Manera lasciò Vladivostok città portuale russa situata sul Pacifico, vicino al confine con la Cina e la Corea del Nord a bordo di tre navi mercantili americane cariche di soldati che tornavano a casa e, dopo essersi fermato in Egitto e sul Mar Rosso, giunse finalmente a Trieste dopo circa due mesi di viaggio. Famoso come “Padre degli Irredenti”, Manera venne promosso a tenente colonnello e dopo alcuni mesi, su ordine del Presidente del Consiglio, fu inviato a Batum, sul Mar Nero, dove organizzò le ricerche di altri dispersi italiani in Ungheria, Bulgaria e Romania.

Nell’agosto del 1921 tornò a Roma, dove venne assegnato al Battaglione mobile dei Carabinieri Reali, prestando poi servizio nelle Legioni di Salerno, Roma e Ancona. Il 30 aprile 1923 sposò Amelia Maria Pozzolo, da cui ebbe due figlie. Lo stesso anno ricevette dal re l’onorificenza del collare dei santi Maurizio e Lazzaro e il 1º aprile 1927 fu promosso a colonnello e comandante della Legione di Roma e per breve tempo indagò sull’incidente al polo nord di Umberto Nobile, ma in seguito le autorità fasciste gli revocarono l’indagine. Sventato l’attentato al re presso la fiera campionaria di Milano, venne però accusato di non essere riuscito a trovare la bomba anarchica che era scoppiata tra la folla.

Su sua richiesta, a dicembre 1932 fu collocato in ausiliaria, mentre l’anno successivo fu promosso a generale di brigata. L’affascinante e purtroppo poco conosciuta avventura dell’ufficiale dei Carabinieri è molto ben narrata in un filmato di circa nove minuti pubblicati dal sito Repubblica.it che vi invitiamo a visionare per conoscere i dettagli di questa avventura durata oltre tre anni.

Cosma Manera: 10 mila chilometri per salvare 10 mila italiani nella Russia della Grande Guerra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.