Egeo 12 febbraio 1944, la tragedia del piroscafo Oria

Dopo l’armistizio dell‘8 settembre 1943 i tedeschi occuparono, non senza duri combattimenti,  le isole del Dodecaneso appartenenti al Regno d’Italia, al termine dei quali si ritrovarono a dover gestire decine di migliaia di prigionieri italiani. Il generale Wegener comandante delle truppe germaniche ivi stanziate, riferì ai suoi superiori la preoccupazione per il gran numero di prigionieri da gestire a fronte di pochi uomini da destinare allo loro sorveglianza e alla possibilità che questi avrebbero potuto ribellarsi e unirsi alle forze partigiane greche.

Era necessario abbassarne il numero di prigionieri trasferendo una considerevole parte di essi nei campi di sul continente. I comandi germanici accolsero la richiesta di Wegener e predisposero il trasferimento via mare di coloro che avevano deciso di non collaborare con il Terzo Reich od unirsi alle forze armate della Repubblica Sociale. Allo scopo vennero quindi destinate sia le navi mercantili requisite nei vari territori occupati dalle forze armate tedesche, sia quelle italiane catturate nell’Egeo, in sostanza tutte navi commerciali non di tipo “passeggeri”.

Si tratta in quasi tutti i casi di vere e proprie “carrette del mare”, alcune di esser finiranno affondate, per attacco da parte degli aerei alleati altre per incidenti dovuti a cause naturali, causando la morte, nel complesso di circa 15.000 soldati. Questo è l’elenco delle navi affondate con il relativo numero di prigionieri italiani scomparsi in quelle sciagure:

RMS Nova Scotia, 28 novembre 1942, Oceano Indiano, 651 morti.

Donizetti, 23 settembre 1943, Rodi, 1.796 morti.

Ardena, 27 settembre 1943, Cefalonia, 779 morti.

Mario Roselli, 11 ottobre 1943, Corfù, 1.302 morti.

Maria Amalia, 13 ottobre 1943, Cefalonia, 550 morti.

Sinfra (nave francese), 20 ottobre 1943, Creta, 2.098 morti.

Petrella (nave tedesca), 8 febbraio 1944, Creta, 2.670 morti.

Oria (piroscafo norvegese), 12 febbraio 1944, Capo Sounion, 4.074 morti.

Il 12 febbraio 1944, si verificò l’ultimo affondamento, quella volta per cause naturali di queste unità che trasportavano i nostri connazionali presi prigionieri nel Dodecaneso, quella del piroscafo norvegese requisti “Oria” e come avete appena finito di leggere, sarà la più disastrosa fra quella seri di disastri. Questa è la storia della più grande sciagura navale mai verificatesi nel Mediterraneo:

Il più grande disastro navale del Mediterraneo, il naufragio del piroscafo Oria

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