Palermo 7 gennaio 1943, l’affondamento del cacciatorpediniere “Bersagliere”

Nei primissimi giorni di guerra, bombardieri francesi raggiunsero la Sicilia provenienti dalla Tunisia e il 23 giugno 1940 la città di Palermo subì il primo bombardamento aereo da parte britannica, azione che provocò 25 vittime civili. Da quel momento fino l’estate del 1943 la zona del capoluogo siciliano e in particolare il porto fu esposta a incursioni sempre più violente, soprattutto dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti, incursioni che causarono nella sola città ben 30.000 feriti dichiarati ufficialmente fra la popolazione civile e 2.123 morti. Come afferma la motivazione che il 5 marzo 1964 le assegnò la medaglia d’oro al valor militare:

«Fedele alla sua tradizione plurisecolare di patriottismo e di valore, riaffermatasi nelle gloriose gesta del 1848 e nei fasti del Risorgimento italiano, sorretta da incrollabile fede nei destini della Patria, resistette impavida, per oltre tre anni, in condizioni drammatiche, spesso disperate, al succedersi pervicace e spietato di massicci bombardamenti aerei nemici, tendenti ad abbattere il morale e la tenace resistenza della popolazione civile. L’inesorabile azione aerea nemica si abbatté sempre più violenta e indiscriminata su edifici, impianti pubblici, tempi, causando perdite gravissime tra la popolazione e danni incalcolabili. Oltre tremila morti, circa trentamila mutilati e feriti, in gran parte vecchi, donne e bambini, e la perdita di ingente patrimonio culturale, artistico e religioso, segnarono il calvario dell’olocausto glorioso.

10 giugno 1940 – 8 settembre 1943.»

Le autorità militari erano consapevoli che la città potesse diventare un importante obiettivo in caso di guerra, fecero allestire sul monte Pellegrino alcune postazioni antiaeree chiedendo inoltre l’aiuto dei tedeschi per poter rinforzare le difese. Dal comando tedesco, dalla fine del 1940, fu inviato il X Fligerkorps, assieme a diverse unità d’artiglieria che comprendevano postazioni di mitragliere e i famosi cannoni da 88 mm che si aggiunsero alle artiglierie della difesa contraerea italiana. La difesa aerea era affidata all’aeroporto militare di Boccadifalco, sede del Comando Aeronautico della Sicilia e base sia dei caccia della Regia Aeronautica che della Luftwaffe.

A queste postazioni difensive vennero aggiunte due installazioni radar, uno a lungo raggio, che copriva una distanza massima di 120 Km, situato sulla cima di Capo Gallo e un secondo terrestre a corto raggio, coordinati da un centro operativo, composto esclusivamente da personale tedesco sito a Castello Utveggio. Dal gennaio 1941 i bombardieri britannici con base a Malta iniziarono ad attaccare il porto palermitano con crescente frequenza per cercare soprattutto di interrompere il flusso dei rifornimenti che dalla città siciliana venivano inviati alle truppe italo-tedesche che combattevano in Africa settentrionale.

Nel complesso le difese italiane e tedesche riuscirono ad arginare lo strapotere aereo alleato limitando il più possibile i danni alla zona del porto di Palermo ma non a impedire che la zona venisse colpita più volte in quanto base di unità navali sia mercantili che militari. Nel corso di uno di questi bombardamenti, il 7 gennaio 1943 verrà affondato il cacciatorpediniere Bersagliere unità di recentissima costruzione entrata in servizio il 1º aprile 1939, che a pieno carico dislocava circa 2.500 tonnellate.

Il cacciatorpediniere che aveva sino ad allora effettuato 146 missioni di guerra, percorrendo 53.700 miglia, all’inizio della seconda guerra mondiale faceva parte della XIII Squadriglia cacciatorpediniere, che formava insieme ai gemelli GranatiereFuciliere ed Alpino. Ebbe un ruolo marginale nella battaglia di Punta Stilo del 9 luglio 1940 e la sua attività durante il secondo conflitto mondiale si svolse soprattutto nel duro compito di scorta diretta o indiretta ai convogli diretti verso la Libia

Il 7 gennaio 1943 il Bersagliere si trovava ormeggiato al molo sud del porto di Palermo, quando, a partire dalle 16.25, la città fu oggetto dell’attacco di dieci bombardieri statunitensi che avevano come sempre obiettivo il porto. Cinque minuti dopo l’inizio dell’attacco il cacciatorpediniere fu colpito da due bombe, sbandò quasi subito sulla dritta, affondando rapidamente nelle acque del porto. Alcuni uomini rimasero intrappolati all’interno dello scafo, affondato in pochi metri d’acqua, ma non fu possibile salvarli: non poterono che dare un ultimo saluto da dietro gli oblò.

Nell’affondamento del Bersagliere persero la vita 59 membri del suo equipaggio compreso il comandante della nave, il capitano di fregata Anselmo Lazzarini. In memoria delle vittime di quel tragico episodio, il molo sud del porto di Palermo venne ribattezzato «Molo C.T. Bersagliere», dove verrà posta una targa a ricordo del sacrificio dei marinai che quel giorno persero la vita, come recita la targa “adempiendo al proprio dovere” mentre al comandante Lazzarini nato a Macerata il 26 marzo 1901, la città di Palermo ha dedicato una via.

Prima di chiudere il nostro post ricordiamo che un altro cacciatorpediniere della Regia Marina portò il nome di Bersagliere, prestando servizio durante la Grande Guerra nel Mar Adriatico nel Tirreno e nel Dodecaneso. Unità da 415 tonnellate a pieno carico della classe Soldato, entrò in servizio nel 1907 e venne demolita nel luglio del 1923. Ai giorni nostri il nome, nella Marina Militare, è stato assegnato a un pattugliatore di squadra della classe Soldati.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci, Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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