29 dicembre 1942, la morte del più giovane generale della Regia Aeronautica

Il 29 dicembre 1942 mentre era impegnato nelle operazioni di soccorso alle migliaia di soldati italiani dell’ARM.I.R. (Armata Italiana in Russia) rimasti intrappolati nella zona dell’ansa del Don a seguito dell’offensiva sovietica denominata “piccolo saturno” moriva Enrico Pezzi, pluridecorato generale della Regia Aeronautica.

Il valoroso ufficiale fermamente intenzionato a portare soccorso agli assediati, era personalmente ai comandi di un Savoia-Marchetti S.M.81 Pipistrello, inviato per organizzare i soccorsi, portare medicinali e per recuperare i feriti più gravi. Con Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 30 dicembre 1947 verrà conferita alla sua memoria la Medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

«Veterano di quattro guerre dove ha sempre saputo strappare al cielo lembi di azzurro per ornarsene il petto. In terra di Russia ha scolpito con la sua audacia, l’esempio e la sicurezza di fronte al pericolo, in lettere d’oro la traccia dell’Ala italiana. In sublime rischiosa offerta per salvare soldati italiani chiusi in cerchi di fuoco, immolava la giovane vita salendo col sorriso dei forti nel cielo degli eroi.

Fronte Russo, 29 dicembre 1942.»

Enrico Pezzi il più giovane generale della Regia Aeronautica nato a Collevecchio in provincia di Rieti, il 22 maggio 1897 risultava decorato di ben cinque Medaglia d’argento al valor militare, guadagnate nelle operazioni di riconquista della Libia, nelle operazioni di Polizia coloniale in Etiopia, nella guerra di Spagna e nel secondo conflitto mondiale, prima del Mediterraneo e poi sul fronte russo. Sotto riportiamo le cinque splendide motivazioni:

«Valoroso Osservatore d’Aeroplano, sempre primo a levarsi in volo nei momenti più critici ed aspri, partecipava con rara abilità e magnifica audacia alle più importanti azioni contro i ribelli. Eseguiva importanti, brillanti ricognizioni e bombardamenti da bassa quota sui più lontani centri ribelli, partecipando direttamente alle azioni sotto il fuoco nemico, mitragliando i ribelli, dando sempre, spinto dal suo coraggio indomito, efficace contributo alla riuscita delle operazioni. Capo di un equipaggio a bordo di un Caproni, in condizioni atmosferiche avverse, durante una difficile ricognizione, era costretto per guasto ai motori a scendere dopo sei ore di volo in territorio ribelle, ove, dopo alcuni giorni di marcia assetato e affamato, veniva fatto prigioniero dagli arabi col rimanente dell’equipaggio. Minacciato di morte, col contegno fiero, manteneva alto il morale dei suoi compagni e convinceva la cabila ribelle a sottomettersi. Costante fulgido esempio di coraggio cosciente, di eccezionale ardimento e di altissimo valore.

Cielo della Tripolitania, 1924-1925.»

«Comandante di una importante base aerea, i cui reparti erano intensamente impiegati in cooperazione con le nostre colonne impegnate in azioni di repressione, si prodigava perché alle colonne stesse fosse assicurato, anche nelle più difficili condizioni in concorso continuo ed efficace da parte dei mezzi aerei posti alle sue dipendenze, eseguendo personalmente importanti e rischiose missioni di ricognizioni, di collegamento e di bombardamento. Partecipava fra i primi all’occupazione, mediante sbarco aereo, della regione dell’estremo Ovest etiopico, atterrando in un campo difficile trasportandovi truppe, armi e materiale, anticipando in tal modo la nostra presa di possesso di Dembidollo. Esempio di alte virtù di comandante e di combattente.

Cielo dell’A.O.I., ottobre-novembre 1936.»

«Colonnello pilota volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, intendente dell’A. L. prima e comandante di stormo da bombardamento poi, guidava i suoi reparti su munite posizioni avversarie, incurante della viva reazione antiaerea. Con l’azione decisa della sua formazione, contribuiva alla distruzione delle opere difensive ed a paralizzare il funzionamento dei reparti e dei servizi nemici. Attaccato, durante la effettuazione di un bombardamento, da forze soverchianti, le metteva in fuga con il fuoco concentrato dei suoi velivoli.

Cielo di Spagna, dicembre 1938-marzo 1939.»

«Comandante di stormo da bombardamento terrestre, con avveduta azione di comando e con l’esempio, portava la preparazione dei suoi reparti ad un alto grado di efficienza, affermato in guerra in numerosissime azioni. Pilota entusiasta più volte conduceva egli stesso l’offesa su importanti obiettivi nemici, sempre in gara di slancio e di ardimento coi suoi valorosi equipaggi.

Cielo del Mediterraneo Centrale, 11 giugno-15 agosto 1940.»

«Comandante dell’aviazione italiana in terra di Russia è d’esempio per ardire e attività di volo. Sempre presente tra i piloti in cielo e nei campi fra l’insidie del nemico. In una serie d’azioni ardite ha dimostrato come al superiore giovi l’esempio dello sprezzo del pericolo per aumentarne il suo prestigio.

Cielo di Russia, febbraio-agosto 1942.»

Nel febbraio del 1942 dopo essere stato promosso a Generale di brigata aerea, divenendo così il più giovane generale della Regia Aeronautica, verrà nominato comandante dell’Aviazione Italiana in Russia, dove si metterà in luce per le sue capacità militari e per le sue qualità umane, meritandosi la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia conferita con Regio Decreto 18 luglio 1942:

«Assunto il comando di una importante unità aerea duramente logorata dalle vicissitudini di lungo periodo di operazioni, ne riorganizzava in brevissimo tempo i ranghi e i servizi restituendola ad elevato grado di efficienza. Energico e tanace, animatore sperto ed ardimentoso, col prestigio improntava l’attività dei suoi reparti a spirito di consapevole temerarietà e di ardente emulazione, assicurando la più efficace tutela a grandi unità dell’esercito impegnate e facendo meritare ai suoi gruppi di volo, titoli di ammirazione e reputazione anche a confronto di unità aeree alleate.

Fronte Russo, febbraio-luglio 1942.»

Le sue capacità militari vennero riconosciute anche dall’alleato germanico, non certo generoso verso i nostri militari, che lo decorò con la Croce al merito dell’Ordine dell’Aquila tedesca di I classe con spade, con la Croce di Ferro di 2ª classe (brevetto rilasciato in data 22 luglio 1942) e, successivamente, quella di I classe (brevetto rilasciato in data 5 agosto 1942).

Chi volesse conoscere nei dettagli la vita del generale Pezzi e la storia del suo ultimo giorno di vita, può farlo seguendo il link sottostante:

Čertkovo 29 dicembre 1942, la morte del pluridecorato generale della Regia Aeronautica Enrico Pezzi

2 pensieri riguardo “29 dicembre 1942, la morte del più giovane generale della Regia Aeronautica

  1. non dimentichiamo che nella operazione di soccorso perse anche la vita il Colonnello Medico Federigo Bocchetti anche lui decorato di medaglia d’oro!!!!!

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