Carmelo Borg Pisani, l’ultimo martire irredento

L’isola di Malta e il suo arcipelago composto oltre all’isola principale da due isole abitate, quella di Comino e la piccola Gozo oltre a numerose altre tutte disabitate, situata nel cuore del mar Mediterraneo, a soli 80 km dalla Sicilia, è compresa nella regione geografica italiana. La sua posizione di assoluta importanza strategica per il controllo del “mare nostrum” venne compreso fin dall’antichità e tale è rimasta fino ai giorni nostri.

I Fenici colonizzarono l’isola intorno al 1000 a.C., usandola come avamposto per la loro espansione e i commerci nel Mar Mediterraneo. In seguito, nel 736 a.C. venne occupata dai Greci che la chiamarono Melita e fra il 480 e il 400 a.C. l’isola finì sotto il controllo di Cartagine. A seguito delle guerre contro Roma che decretarono la fine della potenza cartaginese, le isole finirono sotto il dominio Romano che la conquistarono nel 218 a.C. Malta venne assurta a Municipium, rimanendo romana fino alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, quando venne prima saccheggiata dai Vandali e conquistata dagli Ostrogoti.

Fra il 533 ed il 544 passò sotto il dominio bizantino che durò sino al IX secolo. L’isola cadde nell’870 sotto il dominio degli Arabi, che eliminarono quasi tutti gli abitanti originari, ripopolarono l’arcipelago edificando la nuova capitale Mdina. La dominazione araba durò per circa due secoli, durante i quali l’Islam divenne la religione principale fino al 1091 quando l’isola venne conquistata dai Normanni di Ruggero d’Altavilla, provenienti dal Regno di Sicilia. L’arcipelago fu posto sotto il controllo dei membri della casa normanna di Sicilia, entrando definitivamente nell’orbita culturale dell’Europa latina, sebbene l’influsso della fede e della cultura di origini arabe continuasse ad essere largamente presenti fino al XIII secolo.

Le sorti dell’arcipelago seguirono nei secoli successivi quelle del Regno di Sicilia, alla cui testa si posero prima gli Svevi, poi gli Angioini e infine gli Aragonesi. Nel 1283 questi ultimi sconfissero in uno scontro navale combattuto nel Porto Grande presso l’odierna Valletta una flotta angioina, conquistando l’arcipelago maltese alla corona d’Aragona. Nel 1530 Malta venne concessa in affitto perenne, con decreto dell’imperatore Carlo V d’Asburgo, ai Cavalieri Ospitalieri in fuga da Rodi, dove risiedevano dal 1309, dopo la conquista del sultano ottomano noto come di Solimano il Magnifico.

L’ordine religioso cavalleresco da allora noto come “Cavalieri di Malta”, contrastò l’assedio di Malta nel 1565 da parte dell’Impero ottomano, riuscendo a vincere. A quel punto, i Cavalieri decisero di fortificare l’isola, riuscendo a mantenerne il controllo fino al 1798, quando Malta venne occupata dalle truppe di Napoleone, che dopo averli sconfitti saccheggiò i beni dell’ordine. I francesi si resero ben presto molto impopolari, i maltesi si ribellarono, costringendo la guarnigione a ritirarsi nelle sue fortificazioni. Il Regno Unito, il Portogallo e il Regno di Sicilia mandarono munizioni e aiuti ai ribelli, Gozo venne liberata e dopo che la Royal Navy pose l’embargo all’isola, il 5 settembre 1800 l’arcipelago entro nell’orbita britannica.

Nel 1802 il trattato di Amiens decise la restaurazione della sovranità dell’Ordine dei cavalieri, ma incontrò l’opposizione del Congresso Nazionale maltese e il Regno Unito rifiutò quindi di restituire l’arcipelago, nonostante l’appoggio di tutta l’Europa. Dopo la firma del Trattato di Parigi del 1814 e con il congresso di Vienna del 1815, Malta divenne ufficialmente parte dell’Impero britannico dal 1816. Venne utilizzata come base di scambio e come quartier generale per la flotta, soprattutto per via della sua posizione geografica a metà strada tra Gibilterra e l’istmo di Suez sulla rotta per le Indie Orientali.

Da quel momento praticamente l’Impero di sua maestà britannica prese il controllo assoluto del Mediterraneo e la cosa non poteva andare bene all’Italia. Con la presa del potere da parte del fascismo, si fece sempre più pressante la volontà di riprendere il controllo del “mare nostrum”. Il Governo italiano cominciò a sostenere il forte sentimento irredentista che fin dagli inizi del XX secolo aveva cominciato a chiedere l’annessione all’Italia. È in questo clima di tensione che nasce il 10 agosto 1914 a Senglea, il protagonista del nostro post odierno Carmelo Borg Pisani, figlio di genitori legati al Partito Nazionalista maltese di ispirazione filo-italiana.

Il movimento divenne più forte a partire dal 7 giugno 1919, quando i soldati britannici sparano sulla folla disarmata in protesta contro l’aumento del prezzo del pane in seguito a nuove tasse introdotte dal Regno Unito. La tragica data del Sette Giugno è ricordata da un monumento in una piazza di La Valletta ed è una delle feste nazionali di Malta. Pisani cresce politicamente in varie associazioni filo-italiane e filo-fasciste dell’isola ed è un assiduo frequentatore della Casa del Fascio della Valletta. Mentre il Regno d’Italia chiede sempre più insistentemente l’annessione dell’isola, egli si trasferisce in Italia dove frequenta l’Accademia di belle arti di Roma ed entra in contatto con altri irredentisti maltesi.

Nel 1935 tenta di arruolarsi volontario per la guerra in Etiopia ma viene respinto e dal 1940 collabora con altri esuli maltesi per la pubblicazione a Roma del giornale irredentista Malta, chiuso forzatamente in patria dagli inglesi poco dopo l’inizio del conflitto con l’Italia. Convinto sostenitore del Fascismo, Borg Pisani aderisce ai Gruppi Universitari Fascisti e al Partito Nazionale Fascista. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale rinuncia alla cittadinanza britannica restituendo il passaporto all’ambasciata.

Riformato dal Regio Esercito per una forte miopia, Pisani non si da per vinto e riesce ad arruolarsi nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nel 1941, entrando nei servizi segreti del SIM, il Servizio Informazioni Militari. Lo stesso anno è inviato in Grecia con le camicie nere e partecipa all’occupazione di Cefalonia dove viene ferito. Tornato in Italia, rifiutò le cure mediche per iscriversi alla Scuola Allievi Ufficiali della Milizia di Artiglieria Marittima raggiungendo il grado di sotto capo-manipolo, corrispondente a quello di sottotenente.

Nel frattempo la posizione strategica di Malta diventava sempre più importante, con le unità navali britanniche basate sull’isola che riuscivano ad ostacolare sempre più efficacemente la missione della Regia Marina, impegnata a rifornire le truppe italo-tedesche che, si battevano nel deserto libico-egiziano contro le truppe dell’Impero britannico. Nel 1942 finalmente i comandi italiani cominciarono a preparare l’operazione C3, il cui obiettivo era la presa dell’isola di Malta per mezzo di ingenti forze italiane e in parte tedesche supportate dalla Regia Marina. In vista di tutto ciò, Carmelo Borg Pisani si offrì volontario per una preliminare missione esplorativa.

Nella notte tra il 17 e il 18 Maggio 1942 veniva sbarcato in segreto sull’isola trovando riparo in una grotta. Una tempesta insolitamente forte lo privò dei rifornimenti, impedendogli di scalare la scogliera dell’approdo. Stremato, è costretto ad attirare l’attenzione di una vedetta inglese che lo preleva e lo porta all’ospedale militare di Mtarfa. Mentre era ricoverato venne riconosciuto da un medico inglese, suo amico d’infanzia e denunciato alle autorità che subito lo arrestano con l’accusa di tradimento.

Poco dopo il 21 giugno 1942 le truppe dell’Asse riuscirono a conquistare la piazzaforte britannica di Tobruch e a quel punto doveva finalmente prendere il via l’operazione C3, con Mussolini e Kesserling massimo responsabile delle forze armate germaniche del Mediterraneo perfettamente d’accordo. Purtroppo Rommel comandante dell’Afrika Korps riuscì a convincere Hitler che era il caso di inseguire gli inglesi ormai in rotta e che la conquista di Alessandria d’Egitto e del canale di Suez, fosse ormai cosa fatta. Il Fuher convinse Mussolini, l’operazione venne definitivamente accantonata e le truppe preparate per l’occasione, fra cui la divisione paracadutisti Folgore dirottate in Africa.

Negli stessi giorni in cui le truppe dell’Asse ormai inchiodate davanti ad El Alamein si preparavano per la battaglia finale in Africa settentrionale, pur non riconoscendo il tribunale di guerra, non essendo più ormai un cittadino inglese, Pisani veniva processato a porte chiuse dalle autorità maltesi. Il 19 Novembre 1942 veniva pronunciata la condanna a morte mediante impiccagione per cospirazione e tradimento ai danni di Sua Maestà. Al condannato non venne riconosciuta la cittadinanza italiana ed il conseguente trattamento di prigioniero di guerra e il 28 novembre 1942 la sentenza venne eseguita in carcere.

Carmelo Borg Pisani verrà insignito postumo della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Mussolini in persona lo definì un ‘martire maltese’ e gli intitolò il battaglione di Camicie nere “Borg Pisani” in cui si arruolarono molti volontari maltesi, speranzosi di ricondurre Malta nell’alveo delle terre italiane. Cosi recitava la motivazione della più alta onorificenza militare italiana:

«”Irredento maltese e, come tale esente da obblighi militari, chiedeva ripetutamente ed otteneva di essere arruolato, nonostante una grave imperfezione fisica. Come Camicia Nera partecipava alla campagna di Grecia, durante la quale contraeva una infermità per cui avrebbe dovuto essere sottoposto ad atto operatorio, al quale si sottraeva per non allontanarsi anche solo per pochi giorni dal campo di battaglia. Conseguita la nomina ad ufficiale della Milizia Artiglieria Marittima, chiedeva insistentemente di essere utilizzato in una rischiosissima impresa di guerra, alla quale si preparava in lunghi mesi di allenamento e di studio, in perfetta serenità di spirito e in piena consapevolezza della gravità del pericolo. Catturato dal nemico, riaffermava di fronte alla Corte Marziale britannica di Malta la sua nazionalità italiana e cadeva sotto il piombo del plotone di esecuzione al grido di “Viva l’Italia”.

Fulgido esempio di eroismo, di fede, di abnegazione e di virtú militari, che si riallaccia alle più pure tradizioni dell’irredentismo.»

— Malta, 1942

Le ossa di Carmelo Borg Pisani, secondo lo storico italiano Vignoli da considerare tra gli ultimi martiri dell’irredentismo italiano, al pari di Cesare Battisti e Nazario Sauro, continuano a giacere disperse nel piccolo ossario del cimitero di Casal Paola, città situata nel sud dell’isola di Malta. Diversi sono stati negli anni i tentativi di riesumarne la memoria, ben sette interrogazioni parlamentari dal 1980 al 2002 e numerose richieste agli organi competenti, non hanno sortito nessun risultato. L’ultimo tentativo nel novembre del 2015 ha avuto come risposta dal commissariato per le onoranze ai caduti di guerra:

“pur avendo militato nelle nostre Forze Armate, non ha mai assunto cittadinanza italiana”. E quindi non si possono richiedere i “resti mortali di un cittadino straniero“.

Prima di chiudere il nostro post ricordiamo che, per il sacrificio dei suoi abitanti, durante l’ultimo conflitto mondiale l’sola verrà insignita della Croce di re Giorgio VI, visibile sulla bandiera maltese. L’arcipelago rimase sotto il dominio britannico fino al 21 settembre 1964, quando divenne membro del Commonwealth, mantenendo il monarca del Regno Unito come proprio capo dello Stato, con un governatore generale che deteneva i poteri esecutivi. Il 13 dicembre 1974 divenne una repubblica e il 31 marzo 1979 ebbe termine l’accordo di difesa militare tra la Repubblica e il Regno Unito. Oggi la sua difesa in caso di attacco, è garantita dalle piccole Forze Armate e dalla Repubblica Italiana.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci, Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

4 pensieri riguardo “Carmelo Borg Pisani, l’ultimo martire irredento

  1. Uno dei misteri della seconda guerra mondiale è perché l’Italia non invase Malta subito dopo l’entrata in guerra. Si pensava che la guerra fosse già agli sgoccioli, errore imperdonabile e che costò la vita di migliaia di italiani.

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    1. Subito non venne invasa perchè si pensava che con il crollo della Francia il conflitto si sarebbe chiuso, poi si penso che finisse con i bombardamenti aerei sull’Inghilterra, ma come ben sappiamo gli inglesi decisero comunque di proseguire la guerra da soli. Poi finalmente nel 1941, si cominciò a pensarci seriamente ma quando tutto era pronto, nel giugno del 1942, Rommel dopo la conquista di Tobruch, abbagliato dalla possibilità di arrivare ad Alessandria, chiese ed ottenne il rinvio dell’operazione, decretando di fatto la sconfitta in Africa settentrionale.

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      1. Si sommarono insomma errori politici ad errori strategici; oltre naturalmente al fatto che, aldilà del coraggio indubbio, il nostro equipaggiamento in Africa era inferiore (come quasi in ogni teatro dove abbiamo operato) e la Marina non seppe o non poté proteggere adeguatamente i convogli (illuminante un libro di qualche decennio fa di Trizzino, Navi e Poltrone, e quello più recente di Arrigo Petacco, Fucilate gli ammirai…). Sempre molto interessanti i vostri articoli, grazie.

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      2. Grazie per il suo apprezzamento. Purtroppo l’atteggiamento della Marina e più nello specifico dei suo comandi fu sempre molto ambiguo, la cosiddetta truppe fece il proprio dovere fino in fondo, a nostro parere. La Regia Marina era molto monarchica e pure filo inglese e si fece molto meno di quello che si poteva fare in quanto una vittoria nel conflitto probabilmente avrebbe elevato il fascismo sopra la Monarchia stessa e quella sarebbe stata l’occasione per Mussolini di eliminare la diarchia Duce-Re mal tollerata da entrambi.

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