26 novembre 1944, la morte di Ruy Blas Biagi agente infiltrato della X Flottiglia MAS

Il post odierno è dedicato ad una nobile figura ai più sconosciuta, quella di un giovane soldato toscano morto a soli ventuno anni il 26 novembre 1944, fucilato dai britannici alle Cave di Maiano, località di Fiesole. Il suo nome era Ruy Blas Biagi, nato a Marliana in provincia di Pistoia il 10 maggio 1923, il giovane prestava servizio in qualità di volontario, inquadrato come sottotenente nella Xª Flottiglia MAS, nelle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana.

Dopo aver effettuato l’addestramento a Jesolo insieme a Giorgio Pisanò, Biagi fu inquadrato nei «Servizi Speciali», nei quali svolse missione sia facendosi paracadutare sia sbarcando da sommergibili o, ancor più semplicemente attraversando le linee del fronte, per operare con azioni di sabotaggio e raccolta di informazioni. A metà luglio 1944 partì per una nuova missione in cui doveva raggiungere Firenze, ma fu scoperto ed arrestato dagli Alleati. Condannato a morte da un tribunale britannico, fini la sua giovane esistenza fucilato come spia.

Dopo la sua morte, gli venne intitolata la XXXVIII Brigata Nera di Pistoia, inquadrata nel Corpo ausiliario delle squadre d’azione delle camice nere. Istituito sul finire del giugno del 1944, con decreto legislativo del Duce n° 446-XXII, il corpo risultava costituito da 41 Brigate, una per ogni provincia del nord Italia, chiamate con il nome di un caduto del fascismo repubblicano, a cui si aggiungevano 7 brigate autonome e 8 mobili, di cui una alpina. L’arruolamento nelle Camice Nere, impiegate soprattutto con funzioni di contro guerriglia era riservato ai soli iscritti al Partito e del tutto volontario.

Prima di chiudere ricordiamo che nella XXXVIII Brigata Nera «Ruy Blas Biagi» dopo essersi arruolato come volontario nella X Mas, prestò servizio come tenente Giorgio Pisanò, assegnato ai servizi speciali del Comando generale delle Brigate Nere. A guerra finita il giovane ufficiale classe 1924, decorato con la Croce di Ferro di I e II classe tedesca e promosso due volte per merito di guerra, dopo essere stato catturato dai partigiani finì nel campo di prigionia R707 per “non collaboranti” di Terni. Nel dopoguerra Pisanò fu fra i fondatori del Movimento Sociale Italiano e scrisse nel 1965 Storia della guerra civile in Italia (1943-1945) e nel 1967 Gli ultimi in grigioverde. Storia delle forze armate della Repubblica Sociale Italiana.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci, Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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