21 novembre 1943, la strage nazista di Limmari

Il 21 novembre 1943 a Pietransieri, frazione del comune di Roccaraso in provincia dell’Aquila e precisamente in località bosco di Limmari, i paracadutisti tedeschi della 1. Fallschirmjäger-Division del generale Richard Heidrich trucidarono 128 persone inermi, di cui 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni, e molti anziani. L’eccidio di Pietrapensieri è noto anche come strage di Limmari.

Il gonfalone della frazione di Pietransieri di Roccaraso, il 15 luglio 1967 è stato dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat insignito della medaglia d’oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, con la seguente motivazione:

«Nobile e generosa frazione montana del Comune di Roccaraso, confermando ancora una volta le elevate tradizioni patriottiche e la insofferenza al servaggio delle forti popolazioni abruzzesi, reagiva con la più ostinata opposizione ad ogni invito dell’oppressore alla collaborazione, subendo intrepidamente depredazioni, saccheggi, incendi e distruzioni. L’uccisione ad opera dei partigiani di due militari nazisti offriva all’invasore il pretesto per far pagare a tutta la popolazione il prezzo della fiera resistenza, per cui, in sette giorni, il nemico barbaramente trucidava, con disumana e bestiale ferocia, ben centoventotto abitante per la maggior parte donne, vecchi e bambini, indifesi ed affamati. L’olocausto di tante innocenti vite umane testimonierà per sempre l’alto, nobilissimo contributo di sacrificio e di sangue offerto dalla popolazione di Pietransieri a difesa dell’onore, della libertà e dell’avvenire della Patria

Pietransieri di Roccaraso, 30 ottobre 1943 – 7 giugno 1944»
— 18 gennaio 1967

Questo è il racconto di una delle più efferate stragi, fra le molte perpetrate dalle forze armate del Terzo Reich nel periodo intercorso fra l’autunno del 1943 e la primavera del 1945:

21 novembre 1943, l’eccidio nazista di Pietransieri

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