14 agosto 1944, la G.N.R. confluisce nell’Esercito Nazionale Repubblicano

Il 14 agosto 1944 Mussolini firmava il Decreto Legislativo del Duce n° 469 del 14 agosto 1944 – XXII E.F. “Passaggio della G.N.R. nell’Esercito Nazionale Repubblicano” che sanciva l’incorporazione della Guardia Nazionale Repubblicana nell’Esercito Nazionale Repubblicano, come “prima Arma” delle Forze Armate, anche se la stessa continuerà a svolgere compiti di sicurezza dietro le linee del fronte in ausilio alle forze germaniche. Il 21 agosto 1944 ne assunse il comando diretto lo stesso Mussolini, mentre Renato Ricci verrà posto in riserva.

Decreto passaggio GNR in ENR.PNG

Chi volesse può trovare il testo completo del decreto e la storia della Guardia Nazionale Repubblicana seguendo il link sottostante:

La Guardia Nazionale Repubblicana confluisce nell’Esercito Nazionale Repubblicano

Stefano Fabei ha raccolto le memorie del Console Generale Niccolò Nicchiarelli, prima comandante della comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento dal luglio 1941 al giugno 1942 e durante la Repubblica Sociale Capo di stato maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana nel libro La Guardia Nazionale Repubblicana: nella memoria del generale Niccolò Nicchiarelli 1943-1945. Sotto riportiamo la recensione ufficiale del libro

La Guardia Nazionale Repubblicana nella memoria del generale Niccolo Nicchiarelli 1943 1945Tra le forze armate della RSI, la Guardia Nazionale Repubblicana fu la prima ad essere istituita e una delle più consistenti per numero di uomini. Vi confluirono le Camicie nere della Milizia e i Carabinieri, tra loro diversi per sentimenti politici e tradizioni: ne risultò, come disse Rodolfo Graziani, «un ibrido e naturalmente non riuscito connubio». Tuttavia la GNR, agli ordini di Renato Ricci, poi del Duce, cercò di assolvere i propri compiti, primo fra tutti il controllo del territorio. È quanto emerge dalla memoria di Niccolo Nicchiarelli il quale, incaricato nel 1943 di presentare un progetto di costituzione della Guardia, dall’estate del 1944 ne diventò, in quanto capo di Stato Maggiore di Mussolini, il vicecomandante. Con tale ruolo cercò di salvare i Carabinieri dai progetti di eliminazione tentati dai tedeschi con il sostegno dei fascisti intransigenti che consideravano la Benemerita fedele al re traditore. Per Nicchiarelli, invece, quest’arma, «unica forza di polizia disciplinata e tecnicamente preparata» a disposizione, doveva comunque essere salvaguardata per presidiare il territorio nazionale dopo la fine del fascismo e garantire la continuità dello Stato, a prescindere dalla sua caratterizzazione politica. La GNR aveva assoluta necessità dei Carabinieri per assolvere i servizi d’istituto che i provenienti dalla Milizia non potevano ancora conoscere e svolgere con adeguata preparazione.

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