10 agosto 1916, la morte di Nazario Sauro

Nato il 20 settembre 1880, in Istria da una famiglia italiana, Nazario Sauro divenne marinaio e all’età di 20 anni era già ufficiale della Marina austro-ungarica. Ciononostante fu un convinto sostenitore dell’idea mazziniana dell’indipendenza dei popoli e mal sopportava la presenza dell’Impero asburgico in quelle che lui riteneva essere terre italiane. Quando il 28 luglio 1914, l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia, dando inizio alla Prima Guerra Mondiale, Sauro si trasferì a Venezia sostenendo la causa interventista. Il 23 maggio 1915, si arruolò volontario nella Regia Marina con i gradi da tenente di vascello.

In circa 14 mesi di attività. partecipò a numerose ardite imprese, oltre 60, azioni condotte a bordo dei sommergibili nel Mare Adriatico. Con lo pseudonimo di Eugenio Sambo, il 30 luglio 1916 si imbarcò sul sottomarino Giacinto Pullino al comando del tenente di vascello Ubaldo degli Uberti,  per compiere una missione nella zona di Fiume (l’attuale Rijeka) ma rimase incagliato su uno scoglio della Gaiola all’interno del Golfo del Quarnaro. Dopo un rocambolesco tentativo di fuga, Sauro venne catturato dalle autorità e condotto a Pola dove venne identificato. Il tribunale emanò in breve la sua condanna a morte per alto tradimento e il 10 agosto 1916 venne impiccato nelle carceri della città istriana.

Dopo l’esecuzione, avvenuta alle 19:45, il corpo di Nazario Sauro fu sotterrato di notte e in maniera segreta dagli austriaci in area sconsacrata nei pressi del cimitero militare. Solo al termine della guerra la Marina italiana riuscì a sapere il luogo ove era stato sepolto e provvide a riesumarne la salma. Il 26 gennaio 1919, il corpo dell’eroe vene sepolto in forma solenne, nel cimitero di Marina di San Policarpo a Pola. In quell’occasione, il capo di stato maggiore della Marina, grande ammiraglio Duca del Mare Paolo Thaon di Revel, emise il seguente ordine del giorno:

«L’Austria profanatrice aveva sotterrato come cosa vile il sacro corpo di Nazario Sauro in un angolo dimenticato di Pola irredenta e sanguinante. Oggi nel cimitero di Pola nostra, noi, Marina Italiana, abbiamo sciolto la promessa fatta alla memoria del nostro più grande Eroe del mare, dandogli in modo degno degna sepoltura. Un masso di granito semplice e puro come la Sua anima, forte come la Sua fede, ricopre le Sue spoglie e sta a indicarci nei secoli la grandezza della Patria.»

Re Vittorio Emanuele III conferì motu proprio con decreto del 20 gennaio 1919, la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. La stessa che venne consegnata alla madre di Sauro, durante la sopracitata cerimonia del 26 gennaio, così recitava nella splendida motivazione:

«Dichiarata la guerra all’Austria, venne subito ad arruolarsi volontario sotto la nostra bandiera per dare il contributo del suo entusiasmo, della sua audacia ed abilità alla conquista della terra sulla quale era nato e che anelava a ricongiungersi all’Italia. Incurante del rischio al quale si esponeva, prese parte a numerose, ardite e difficili missioni navali di guerra, alla cui riuscita contribuì efficacemente con la conoscenza pratica dei luoghi e dimostrando sempre coraggio, animo intrepido e disprezzo del pericolo. Fatto prigioniero, conscio della sorte che ormai l’attendeva, serbò, fino all’ultimo, contegno meravigliosamente sereno, e col grido forte e ripetuto più volte dinnanzi al carnefice di «Viva l’Italia!» esalò l’anima nobilissima, dando impareggiabile esempio del più puro amor di Patria.»
— Alto Adriatico, 23 maggio 1915 – 10 agosto 1916

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale l’Istria passerà sotto la giurisdizione della Jugoslavia e Pola, come gran parte della Venezia-Giulia, dovrà essere forzatamente lasciata dagli italiani. Anche la bara di Sauro, avvolta nel tricolore, lascerà Pola a bordo della motonave Toscana, in direzione Venezia, seguendo la sorte di migliaia di esuli. L’esumazione e traslazione della salma di Sauro dal cimitero militare fu coordinata dall’Associazione Partigiani Italiani di Pola. Dal 9 marzo del 1947 Nazario Sauro riposa nel Tempio votivo (famedio) del Lido di Venezia.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi

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