Le Medaglie d’Oro delle Missioni di pace – Paracadutista GIONATA MANCINELLI – Mogadiscio (Somalia), 3 Agosto 1993

Nome e CognomeGionata Mancinelli
Luogo e data di nascitaMatelica (MC), 5 aprile 1972
Forza ArmataEsercito Italiano
Arma Fanteria
SpecialitàParacadutisti
Reparto186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”
UnitàBrigata paracadutisti “Folgore” 
GradoParacadutista
Anni di servizioOttobre 1992 – Agosto 1993
Tipo di MedagliaMedaglia d’Oro al Valore dell’Esercito
Luogo e data del conferimentoMogadiscio (Somalia), 3 Agosto 1993
Luogo e data della morteMogadiscio (Somalia), 3 Agosto 1993
Causa della morteUcciso in un conflitto a fuoco con un gruppo di somali
OperazioneIbis 1
 Motivazione della Medaglia d’Oro“Paracadutista di leva, si è offerto volontariamente ed ha ottenuto di partecipare alla operazione umanitaria Onu di “Peace Keeping”, in Somalia, con il contingente militare italiano “Ibis”. Ha operato in una situazione altamente rischiosa con subdola e continua minaccia da parte di banditi e guerriglieri somali. Spesso si offriva volontario per operazioni di rastrellamento per ricerca e confisca di armi e per scorta a convogli. Durante la sua permanenza in Somalia ha sempre assolto con zelo, professionalità e spirito di sacrificio i compiti assegnatigli meritando sempre il consenso dei propri superiori e la ammirazione dei commilitoni. Il giorno 3 agosto, si trovava di guardia presso un obiettivo altamente sensibile in località porto vecchio di Mogadiscio, sede del raggruppamento “Alfa”. In quel momento era in vigore lo stato di massima allerta a causa della forte tensione in atto come conseguenza alla minaccia di attentati. Due somali che si approssimavano al limite invalicabile della base e che costituivano un potenziale pericolo venivano invitati in lingua locale ad allontanarsi. Nonostante gli avvertimenti essi continuavano ad avvicinarsi. Nel tentativo di assumere una posizione defilata e nell’intento di esplodere un colpo in aria come avvertimento, azionava accidentalmente — prima di quanto fosse nelle sue intenzioni — la leva di sparo provocando la partenza del colpo che lo raggiungeva al collo ed al volto. Mortalmente ferito, immolava la sua giovane vita nell’adempimento del dovere e per un ideale di pace e di solidarietà fra i popoli. Chiaro esempio di soldato che ha dato lustro all’Esercito Italiano, facendogli riscuotere unanime ammirazione dalle Forze Armate Internazionali impiegate in Somalia”.
– Mogadiscio (Somalia), 3 agosto 1993.
Riconoscimenti e altre decorazioniA lui è dedicata una palestra funzionale della sua città natale.
Luogo di sepolturaInformazione non reperita

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