2 agosto 1916, la tragedia della corazzata Leonardo da Vinci

Era il 2 agosto 1916, secondo anno di guerra per il Regno d’Italia impegnato nel nord-est della penisola contro le armate austro-ungariche, quando nel Mar Piccolo del porto di Taranto si udì una potente esplosione. La corazzata Leonardo da Vinci della Regia Marina, unità da oltre 24 mila tonnellate appartenente alla classe Conte di Cavour dopo che un vasto incendio si era sviluppato sulla stessa, esplose causando la morte di 249 uomini. Per la precisione si trattava di  21 ufficiali e 228 uomini del suo equipaggio, fra di essi il Comandante e il suo vice. Il primo pensiero corse subito a un sabotaggio nemico, ma l’ipotesi non verrà mai dimostrata e la causa dell’incidente mai completamente chiarita.

Al termine del primo conflitto mondiale ebbero inizio le operazioni di recupero dello scafo della corazzata, per essere eventualmente ricostruita. Durante tali operazioni, il 5 agosto 1919, venne ritrovato da un palombaro il cofano contenente la bandiera di combattimento dell’unità, leggermente stinta e con qualche lacerazione, ma complessivamente ancora in buono stato. Il cofano e la bandiera sono ora conservati a Roma al Sacrario delle bandiere del Vittoriano. Il progetto della sua riparazione fu tuttavia abbandonato e dopo la conclusione delle operazioni di recupero, terminate il 17 settembre 1919, l’unità fu radiata ufficialmente dai quadri della Regia Marina il 22 marzo 1923, e venduta per demolizione il 26 maggio dello stesso anno.

Alla memoria del comandante dell’unità Capitano di vascello Galeazzo Sommi Picenardi morto per le ustioni riportate, verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor di Marina con la seguente motivazione:

“Comandante della Regia Nave Leonardo de Vinci nella funesta occasione del sinistro toccato alla nave stessa, sebbene colpito dall’esplosione e lanciato in mare con gravi ustioni, non curando le proprie sofferenze e con ammirevole coraggio e sentimento di abnegazione, non ebbe pensiero, appena raccolto da un’imbarcazione, che di procedere al salvataggio di quanti nuotarono presso il luogo del sinistro. Soltanto in seguito ad ordine ricevuto consentì poi a lasciarsi trasportare in ospedale, dove morì in conseguenza delle gravi ustioni riportate, dopo aver dato prova di grande stoicismo e di mirabile fermezza di animo.

– Mar piccolo di Taranto, 2 agosto 1916

Prima di chiudere il nostro post odierno, vogliamo spendere due parole sulla corazzata, dati tecnici e impiego della stessa. Impostata il 18 luglio 1910 nel Cantiere della Foce di Genova, l’unità venne varata il 14 ottobre 1911 ed entrò in servizio il 17 maggio 1914. La sua La bandiera di combattimento che misurava 6×4 metri venne donata dalla Società Leonardo da Vinci e dal comune di Vinci e venne consegnata, nel corso di una cerimonia svoltasi a La Spezia, il 7 giugno 1914. Il cofano dell’insegna di battaglia, in bronzo dorato, aveva inciso sulla faccia anteriore il ritratto di Leonardo conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze e su una delle facce laterali un pensiero del genio italiano che divenne anche il motto dell’unità:

«Non si volta chi a stella è fiso».

Il progetto della Leonardo da Vinci prevedeva una nave con scafo in acciaio ad alta resistenza costruito a doppio fondo cellulare, al di sopra del quale esisteva un altro fasciame che formava un triplo fondo, e completava la protezione subacquea della nave. L’apparato motore era in grado di erogare circa 31 000 hp, permettendo alla nave di raggiungere una velocità massima pari a 23 nodi. Il suo armamento principale si basava su tredici cannoni Vickers-Terni Mod.1909 da 305/46 millimetri, installati in cinque torri corazzate di cui tre trinate e due binate, integrato da un armamento secondario costituito da 18 pezzi da 120/50 installati in casematte sul ponte di coperta, e 16 in funzione antisilurante da 76/50 Mod. 1909. Tre tubi lanciasiluri subacquei da 450 mm completavano l’armamento disponibile.

Dislocata alla base navale di La Spezia, nell’imminenza del primo conflitto mondiale l’unità venne trasferita a Taranto, entrando a far parte della 1ª Divisione della 1ª Squadra da battaglia. Non prese parte a nessun evento bellico di rilievo. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.