17 luglio 1942, ordine di trasferimento sul fronte russo per la “Cuneense”

Era un venerdì quel 17 luglio 1942, quando pervenivano al comando della Divisione Alpina “Cuneense” i primi ordini per la partenza della grande unità per il fronte russo. Il movimento avrà inizio il 26 luglio con la partenza dei primi due convogli, dalla stazione di Mondovì (CN) e avrà termine il 9 agosto. In totale saranno 52 le tradotte che trasporteranno i 17.460 uomini della Divisione al comando del generale di divisione Emilio Battisti sul medio corso del Don. In terra di Russia come tutti i reparti alpini la “Cuneense” si coprirà di gloria nei terribili giorni dell’offensiva sovietica nel dicembre ’42 – gennaio ’43, sacrificandosi quasi completamente, tanto che degli oltre 17 mila alpini partiti solo 1.607 faranno ritorno in Patria nella primavera successiva.

La Divisione Cuneense (4a) fu costituita il 31 ottobre1935  per cambio di denominazione del preesistente 4° Comando Superiore Alpino Cuneense. La neonata Divisione inquadrava due tra le unità alpine esistenti, il 1° ed il 2° reggimento alpini ed il 4° reggimento artiglieria alpina. Nel novembre del 1935 assunse alle sue dipendenze la 4ª compagnia mista genio che nel settembre del 1939 divenne 4° battaglione misto genio. Il 24 agosto 1939 la denominazione della Divisione venne modificata in “4ª Divisione alpina Cuneense”. Il motto della “Cuneense” era: «. . .ai nastà ‘ncora dle ‘tichette» (C’è ancora spazio per delle etichette)..

Come ricordato a inizio post nel luglio del 1942 al momento della partenza la Divisione era al comando del Generale di Divisione Emilio Battisti e risultava strutturata sui seguenti reparti

1° Reggimento Alpini, Colonnello Luigi Manfredi
Battaglioni:
Pieve di Teco, Magg. Catanoso,
Ceva, Colonnello Avenanti,
Mondovì, Maggiore Trovato.

2° Reggimento Alpini Colonnello Scrimin
Battaglioni:
Borgo San Dalmazzo, Ten. Colonnello Palazzi,
Dronero, Maggiore Guaraldi,
Saluzzo, Maggiore Bomiperti.

4° Reggimento Art. Alpina, Colonnello Orlandi
Gruppi:
Mondovì, Colonnello Rossini,
Pinerolo, Colonnello Lucca,
Val Po, Colonnello Cresseri.

battaglione Genio, Maggiore Mazzone.

Totale Ufficiali e Truppa 17.460 uomini a cui si aggiungeranno nel dicembre del ’42 due Battaglioni Complemento, uno che raggiunse Rossoch il 15 gennaio mentre i russi stavano attaccando e venne per metà completamente distrutto, mentre il secondo Battaglione venne fermato alla frontiera italo-austriaca salvandosi dal disastro. Con un Battaglione Complemento, la Cuneense ebbe un effettivo totale di circa 18.500 uomini al fronte. Il 19 agosto la Cuneense fu inviata verso Starobil’s’k e nella giornata dell’8 settembre, fu affidato alla gestione del Corpo d’armata alpino il settore posto a sinistra dell’ARMIR, sito tra Novo Kalitwa e Pawlowsk.

La Cuneense si schierò tra il 19 e il 20 del mese all’estrema destra del settore. Dall’11 dicembre si ebbero i primi contrattacchi dei russi, sino al grande sfondamento del 17 dicembre 1942, quando le colonne corazzate sovietiche penetrarono nel settore a destra della Cuneense, aprendo una falla tra Novo Kalitwa e la valle del Bogutschar. Il corpo alpino rimase sulle sue posizioni fino al 17 gennaio 1943 quando, dopo il nuovo sfondamento dell’Armata Rossa a Rossoš, fu autorizzata la ritirata.

Quel che rimaneva della divisione, raggiunse il 21 Alexandrowka, il 22 Nowo Karkowa e il mentre era impegnata a Dechtjarnaja, si riuscì a disimpegnare, continuando in direzione di Suchowo. Dopo 12 giorni di marce e combattimenti, la Cuneense, oramai esausta, all’alba del 28 gennaio 1943, mentre stava raggiungendo la località di Roswanskoie, vicino a Valuiki, fu definitivamente circondata dalle truppe sovietiche del 6º Corpo di cavalleria. Dopo il fallimento di ogni tentativo per aprirsi un varco tra le truppe sovietiche, tutti i suoi componenti vennero fatti prigionieri, fra di essi il generale Battisti assieme ai comandanti del 1º e 2º Alpini, i colonnelli Manfredi e Scrimin.

Il comandante di divisione venne rinchiuso in un carcere duro, dove fu compagno di cella del Feldmaresciallo tedesco Friedrich Paulus, e poi in un campo di concentramento fu liberato e rientrò in Italia il 15 maggio 1950. Elevato al rango di generale di corpo d’armata fu dapprima comandante del VI Comiliter e poi dal 1952 presidente del Consiglio Superiore delle Forze Armate e comandante del Nucleo 3ª Armata a Bologna, andando in pensione il 22 dicembre 1953. Si spense a Bologna il 23 novembre 1971. Fu padre Enelio Franzoni, decorato di Medaglia d’oro al valor militare a recitare la preghiera dell’alpino durante il funerale. Su suo espresso desiderio, domenica 3 luglio 1983 le sue spoglie mortali vennero inumate nel Sacrario di Colle di Nava (Imperia) dedicato ai caduti della Divisione alpina “Cuneense”.

Ricordiamo prima di chiudere il nostro post che nei pochi anni della sua esistenza, la grande unità infatti verrà sciolta nei tragici giorni dell’armistizio del settembre 1943, la divisione prese parte a tutte le campagne del Regio Esercito, subito dopo la costituzione alla campagna che culminerà con la proclamazione dell’Impero, fino alle principali campagne della Seconda Guerra Mondiale, dall’offensiva sulle Alpi occidentali nell’estate del ’40, passando per il fronte greco nell’inverno dello stesso anno fino alla primavera del ’41, partecipando fra l’altro all’invasione del Regno di Jugoslavia, fino alla tragica campagna sul fronte orientale.

Nell’ex Stazione Ferroviaria Cuneo Gesso in via Cesare Battisti, 10 a Cuneo è stato allestito un bellissimo memoriale dedicato alla divisione martire, che Vi invitiamo a visitare di persona. Chi volesse informazioni al riguardo può visitare il sito dedicato al memoriale seguendo il link sottostante:

https://www.memocuneense.it/

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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