I bollettini di guerra del 26 maggio 1941-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 355

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 26 maggio 1941:

Nell’Africa settentrionale, durante una azione di elementi esploranti sul fronte di Tobruk, sono state catturate armi automatiche ed an­ticarro. Velivoli italiani e tedeschi hanno bombardato in picchiata navi nemiche nel porto di Tobruk; quattro piroscafi per un com­plesso di .000 tonnellate sono stati affondati; un incrociatore è stato colpito e gravemente danneggiato. Nostre formazioni aeree hanno ripetutamente bombardato e mitragliato obiettivi militari dell’isola di Creta.

Nell’Africa orientale, regione Galla e Sidama, le nostre trup­pe hanno sostenuto vittoriosi scontri sulla sinistra dell’Orno.

  • Bollettino n. 725

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 26 maggio 1942:

In Cirenaica vivace attività esplorativa: abbiamo respinto pattuglie avversarie e preso qualche prigioniero.

I nostri aviatori hanno conseguito ulteriori brillanti successi distrug­gendo in una serie di aspri duelli, senza subire perdite, nove appa­recchi inglesi.

Gli obiettivi di Micabba sono stati centrati dai nostri bombardieri i quali, attaccati dalla caccia nemica, reagivano abbattendo due Spit­fire, mentre altri quattro venivano fatti precipitare dai cacciatori di scorta. Tutti i nostri apparecchi quantunque colpiti e con feriti a bordo hanno fatto ritorno alle basi.

Un nostro convoglio è stato attaccato nel Mediterraneo, senza alcun successo, da mezzi subacquei ed aerei; colpito dalla reazione con­traerea delle unità di scorta, un velivolo britannico precipitava in mare.

Alcune bombe sono state sganciate, nella scorsa notte, da aeroplani inglesi nei dintorni di Messina fra San Raineri e Giardino a Mare: sono stati segnalati danni di lieve entità e tre feriti fra i militari.

  • Bollettino n. 1.096

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 26 maggio 1943:

Una nostra formazione di aerosiluranti, in ricognizione offensiva lungo le coste algerine, ha intercettato un convoglio nemico scortato da aerei da caccia; a piroscafi di medio tonnellaggio venivano affon­dati ed un terzo gravemente danneggiato. Velivoli italiani e germa­nici hanno bombardato il porto di Biserta.

L’aviazione avversaria ha effettuato ieri incursioni su varie località della Sicilia, sull’isola di Pantelleria e su alcuni centri della Sardegna. La città di Messina è stata ripetutamente attaccata subendo danni gravi specie nella zona centrale, in corso di accertamento le vittime fra la popolazione.

Risultano complessivamente abbattuti 44 apparecchi: 15 dai nostri cacciatori del I stormo e del 161° gruppo C. T., 8 dalla caccia ger­manica e 21 dalle batterie contraeree, di cui 7 a Pantelleria.

In base ad ulteriori precisazioni pervenute debbono aggiungersi alle perdite nemiche, segnalate nel bollettino di ieri, 12 velivoli: 4 ad opera delle artiglierie della difesa su Olbia (Sassari) e 8 in combat­timento dai nostri cacciatori nel cielo della Sardegna.

Il maggior numero degli aerei abbattuti è caduto in mare; fra gli altri: 8 del tipo Fortezze volanti presso le isole Eolie, 2 del tipo Li­berator a sud di Capo Spartivento, 3 a sud – est di Bova Marina (Reggio Calabria), uno a sud – est di Ali Marina (Messina).

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