I bollettini di guerra del 25 maggio 1941-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 354

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 maggio 1941:

Nostre forze navali ed aeree, in stretta collaborazione con le forze germaniche, combattono dalla notte sul 20 la battaglia nel Mediter­raneo orientale per l’occupazione di Creta. Le nostre siluranti, so­stenendo vittoriosamente gli scontri segnalati nei bollettini 352 e 353, hanno inflitto gravi perdite alla flotta nemica. Unità aeree da bom­bardamento e siluranti, da caccia e da ricognizione si sono prodigate senza soste. Obiettivi terrestri dell’isola di Creta sono stati ripetuta­mente ed efficacemente bombardati. Numerosi attacchi sono stati effettuati contro le unità navali britanniche intervenute a protezione dell’isola, causando le perdite segnalate nei bollettini 350 e 352. La flotta inglese, in seguito alle gravi perdite subite per opera delle forze dell’Asse, è stata costretta a ritirarsi nelle sue basi.

Nell’Africa settentrionale nessuna novità di rilievo.

Nell’Africa orientale, in com­battimenti nel nord del Galla e Sidama il nemico è stato respinto con perdite. A Uogghidì, nell’Amara, una nostra colonna isolata al co­mando del colonnello Maraventano, dopo lunga valorosa resistenza, ridotta senza viveri e senza munizioni, si è arresa con l’onore delle armi. Un nostro sommergibile al comando del capitano di corvetta Carlo Fecia di Cossato ha affondato in Atlantico tre navi mercantili — fra cui una grossa petroliera — per un tonnellaggio complessivo di circa 21.000 tonnellate; ed ha colpito con siluro una unità da guerra nemica, presumibilmente incrociatore.

Nel Mediterraneo cen­trale nostre siluranti hanno contrattaccato un sommergibile nemico che aveva tentato di attaccare un nostro convoglio e lo hanno affon­dato. Durante le azioni nel Mediterraneo orientale abbiamo perduto un cacciatorpediniere e una torpediniera. Gli equipaggi sono stati salvati quasi al completo.

  • Bollettino n. 724

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 maggio 1942:

Sul fronte cirenaico azioni di pattuglie esploranti.

Nostri velivoli hanno attaccato e bombardato un aeroporto nemico ad occidente di Bardia danneggiando baraccamenti ed attendamenti. In altre incursioni di aeri germanici su campi di aviazione avver­sari sono stati distrutti al suolo due apparecchi.

  • Bollettino n. 1.095

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 maggio 1943:

Velivoli italiani hanno raggiunto in lungo difficile volo ed efficace­mente battuto obiettivi militari del Sudan e dell’Africa Orientale Italiana.

I porti di Djidjeli e di Bona sono stati bombardati da formazioni germaniche: un mercantile, gravemente colpito, é da ritenere af­fondato.

Azioni aeree nemiche sulle due coste dello stretto di Messina, su Catania e su varie località della Sardegna hanno causato danni li­mitati, più sensibili a Reggio Calabria.

La nostra caccia, impegnatasi in aspri combattimenti, abbatteva nel cielo della Sicilia e della Sardegna 8 bombardieri; io altri apparec­chi avversari erano distrutti dalle artiglierie contraeree.

Le perdite causate tra le popolazioni civili dalle incursioni citate dal bollettino odierno sono state finora accertate per la sola città di Ca­tania in 5 morti e 19 feriti.

La formazione da caccia che si è distinta nei combattimenti svoltisi nel cielo dello stretto di Messina, citati dall’odierno bollettino, era comandata dal maggiore Pietro Serini da Maderno (Brescia).

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