23 maggio 1943, la morte del miglior sommergibilista italiano

Il 23 maggio 1943, a soli 30 anni il comandante Gianfranco Gazzana Priaroggia e tutto l’equipaggio (7 altri ufficiali e 54 fra sottufficiali e marinai) del sommergibile Leonardo da Vinci immolavano la loro vita per la Patria, scomparendo nelle acque dell’Oceano Atlantico a circa 300 miglia a ovest di Capo Finisterre al largo delle coste spagnole. L’unità della Regia Marina stava rientrando alla base di Bordeaux dopo la sua seconda missione durante la quale aveva affondato ben sei navi nemiche per un totale di 58.973 tsl, quando venne attaccata da due unità della Royal Navy britannica e precisamente il cacciatorpediniere Active e dalla fregata Ness. Per il valore dimostrato nel corso di quella missione l’ufficiale il 6 maggio 1943, era stato promosso per merito di guerra, al grado di capitano di corvetta.

Gianfranco Gazzana Priaroggia.jpg

Nella prima missione effettuata nelle acque dell’Oceano Atlantico che si svolse dal 7 ottobre al 6 dicembre 1942, il Da Vinci e il suo equipaggio affondarono 4 navi mercantili, per complessive 26.042 tsl. Durante la sua carriera Gazzana Priaroggia affonderà ben 90.601 tonnellate di naviglio venendo decorato con due medaglie d’argento e tre di bronzo al valor militare, e la Croce di Ferro di prima e seconda classe germanica. Venne inoltre citato ben sette volte sul Bollettino di guerra del Comando supremo.

Il valore del comandante Gianfranco Gazzana Priaroggia, primo nella speciale classifica per tonnellaggio affondato nell Regia Marina, verrà riconosciuto anche dagli alleati tedeschi, non certo generosi con i nostri militari con il conferimento della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, mentre il nostro paese gli conferirà la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente lodevole motivazione:

«Ufficiale sommergibilista dotato di superiori qualità d’animo e di elevata capacità tecnica, quale ufficiale in 2° di unità operante in acque oceaniche, contribuiva efficacemente con metodica perseveranza ed aggressività all’affondamento di 12 navi per complessive 67.972 tonnellate. Confermava successivamente, quale comandante, le sue magnifiche doti di uomo di guerra e di mare, imponendosi in ogni occasione per valore e perizia tecnica e marinaresca. Citato ed ammirato dallo stesso avversario per la sua abilità e il suo spirito cavalleresco, nel corso di varie azioni affondava 44.957 tonn. di naviglio nemico e silurava un incrociatore pesante. Durante missione di guerra protrattasi 93 giorni, superando brillantemente infinite difficoltà, raggiungeva le acque dell’Oceano Indiano ove attaccava e distruggeva 5 grossi piroscafi ed una petroliera stazzanti complessivamente 57.831 tonn., stabilendo così un primato assoluto di tonnellaggio affondato in una sola missione da sommergibili nazionali. Nella navigazione di rientro alla base, il sommergibile, colpito a morte dopo strenua lotta contro preponderanti forze nemiche, si inabissava col valoroso equipaggio e con l’eroico comandante. Sublime esempio di sereno ardimento e di eccezionali virtù militari. Oceano Atlantico, 23 maggio 1943

Chi volesse leggere il nostro articolo completo dedicato alla figura di questo splendido ufficiale della Regia Marina può farlo seguendo il link sosttostante:

23 maggio 1943, la morte dell’asso dei sommergibili Franco Gazzana Priaroggia e l’affondamento del miglior battello non tedesco della seconda guerra mondiale

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