I bollettini di guerra del 11 maggio 1941-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 340

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 11 maggio 1941:

Nostre unità da bombardamento hanno ripetutamente attaccato una formazione navale nemica nel Mediterraneo occidentale: due in­crociatori sono stati gravemente colpiti. Un velivolo nemico è stato abbattuto.

Durante un’incursione di velivoli del C.A.T. su Malta, un idrovolante tipo Sunderland è stato incendiato.

E’ stato ricuperato uno dei nostri velivoli dato come abbattuto du­rante la battaglia aero – navale citata nel bollettino n. 338. Nell’Africa settentrionale continua, con successo, l’azione di unità italo – tedesche nella zona di Sollum. Nell’Egeo abbiamo sbarcato nostri reparti nelle isole Zea, Serfanto, Sira e Micono completando così l’occupazione del gruppo delle Cicladi.

Nell’Africa orientale notevole attività di artiglierie nel settore di Alagi; nessuna novità di rilievo negli altri settori. Aerei nemici hanno effettuato un’incursione sull’aeroporto di Catania: qualche danno, alcune vittime.

  • Bollettino n. 709

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 11 maggio 1942:

Sul fronte cirenaico artiglierie nemiche sono state efficacemente con­trobattute.

Le batterie contraeree di nostre grandi unità terrestri hanno colpito due aeroplani nemici, infrantisi al suolo.

Formazioni dell’aviazione italiana e germanica hanno attaccato le basi aeree di Malta provocando incendi di notevole intensità e per­sistenza; gli impianti di La Valletta ed una nave da guerra nel porto sono stati pure obiettivo di una vigorosa azione dei nostri bombardieri.

Cacciatori italiani di scorta hanno conseguito nuove vittorie distrug­gendo in combattimento otto aeroplani inglesi; gli apparecchi nemici abbattuti dall’aviazione dell’Asse nella giornata di ieri sommano a diciassette.

Un nostro velivolo non è rientrato.

  • Bollettino n. 1.081

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 11 maggio 1943:

Sul fronte meridionale tunisino i rinnovati attacchi britannici, contro le posizioni tenute dalla nostra I armata, sono stati infranti dalla tenacissima resistenza delle truppe dell’Asse che, con violenti con­trassalti, incuranti della minaccia portata a tergo del loro schiera­mento, hanno annullato ogni vantaggio inizialmente conseguito dall’avversario. Nelle azioni di questi ultimi giorni si è distinta, per slancio e valore, la divisione « Giovani Fascisti ».

A sud – est di Tunisi, colonne nemiche di fanteria e carri armati, proseguendo l’avanzata, hanno raggiunto, dopo duri combattimenti sostenuti con le forze italo – germaniche, la costa sud – orientale della penisola di Capo Bon.

I porti di Algeri e Gabés. sono stati efficacemente bombardati.

Incursioni aeree hanno avuto luogo su Trapani, Porto Empedocle e Pantelleria: si segnalano danni non rilevanti.

Dalle artiglierie contraeree sono stati abbattuti 7 quadrimotori ame­ricani: 4 a Trapani, uno a Messina e 2 su Pantelleria; altri 2 qua­drimotori e 8 caccia precipitavano in mare, ad opera di cacciatori tedeschi, a sud della Sicilia.

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