29 aprile 1945, la morte di Giuseppe Solaro

«Cara Tina, prima di morire ti esprimo tutto il mio amore e la mia devozione. Sono stato onesto tutta la vita e onesto muoio per un’idea. Che essa aiuti l’Italia sulla via della Redenzione e della costruzione. Ricordami e amami, come io ho sempre amato l’Italia. Cara Tina, viva l’Italia libera, viva il Duce!

Tuo Peppino.»

Questa fu l’ultima lettera scritta alla moglie dal trentunenne federale di Torino Giusppe Solaro prima di essere impiccato dai partigiani. Lo stesso si era spontaneamente consegnato a un colonnello dei Carabinieri che credeva amico il giorno precedente. Era il più giovane segretario provinciale della Repubblica Sociale Italiana e l’unico che poteva recarsi da Benito Mussolini senza alcun preavviso. Questa è la sua storia:

Giuseppe Solaro, un fascista di sinistra

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