I bollettini di guerra del 23 marzo 1941-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando nello stesso post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 289

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 23 marzo 1941:

Sul fronte greco, attività di artiglieria. Nostre formazioni aeree han­no attaccato il porto e la base aerea di Corfù. Un piroscafo è stato affondato, un altro piroscafo e gli impianti delle basi sono stati danneggiati. Nostre unità da caccia hanno ripetutamente attaccato a volo radente l’aeroporto greco di Paramythia, incendiando tre ve­livoli al suolo e danneggiandone vari altri. In combattimenti con la caccia avversaria, due velivoli del tipo Gloster sono stati abbattuti. Il gruppo da caccia, al comando del maggiore pilota Oscar Molinari, ha superato la 50a vittoria aerea.

Velivoli del Corpo Aereo Tedesco hanno bombardato il porto di La Valletta (Malta), provocando danni a navi ormeggiate ed a postazioni di artiglierie. Nel combattimento sostenuto con la caccia nemica, sono stati abbattuti sette Hurricane.

Nell’Africa settentrionale, velivoli italiani e tedeschi hanno bombar­dato automezzi e truppe nemiche. Nel Mediterraneo orientale, no­stri velivoli hanno attaccato con bombe e siluri un convoglio nemico. Un piroscafo da 10.000 tonnellate, colpito da siluro, è affondato. Velivoli germanici hanno attaccato un convoglio nemico, danneg­giando gravemente tre piroscafi. In altra località, un piroscafo è stato gravemente danneggiato. Una nostra formazione aerea da caccia ha compiuto una incursione a bassa quota sul campo di Iraklion (Cre­ta), incendiando un velivolo nemico e danneggiandone altri.

Nell’Africa orientale, il nemico ha ripreso, dalla sera del 21, l’attacco nel settore di Cheren. È stato ovunque sanguinosamente respinto. Nostri veli­voli hanno bombardato, in quel settore, munite posizioni del ne­mico. In combattimenti aerei, tre velivoli britannici sono stati ab­battuti; due nostri velivoli non hanno fatto ritorno. Nel Galla e Sidama, una colonna nemica, che aveva tentato di penetrare nel settore di Giavello, e stata respinta. L’aviazione avversaria ha compiuto in­cursioni su Dire Daua, Cheren, Asmara e su altre località dell’Eritrea. Ad Asmara si lamentano due morti e nove feriti; un velivolo nemico è stato abbattuto. Altro velivolo inglese veniva abbattuto dalla nostra caccia su Dire Daua.

Nel corso delle operazioni suddette, il nemico ha quindi perduto complessivamente undici velivoli per azioni di nostri reparti aerei ed altri sette per azioni del Corpo Aereo Tedesco.

  • Bollettino n. 660

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 23 marzo 1942:

Il nemico che si era infiltrato con forze non rilevanti a oriente di Martuba ha perduto una quarantina di automezzi e due batterie. Le nostre formazioni aeree infaticabilmente bombardano e mitragliano gli elementi nemici che ripiegano. Due aerei sono stati abbattuti dalla nostra caccia, quattro da quella germanica; un altro apparec­chio inglese, costretto ad atterrare, è stato catturato.

Nel Mediterraneo orientale, nonostante le condizioni atmosferiche decisamente sfavorevoli, un nostro sottomarino ha avvistato fin dal tardo pomeriggio del giorno 21 e l’esplorazione aerea ha seguito per l’intera giornata del 22, un importante convoglio fortemente scortato, diretto a Malta.

Squadriglie di aerosiluranti partivano a massa dalle diverse basi, in successive ondate, contro le forze navali nemiche.

I nostri aviatori, superando con magnifico slancio gli intensi sbarra­menti di fuoco e le cortine fumogene delle unità di scorta, si por­tavano all’attacco alle più brevi distanze di lancio e colpivano ripe­tutamente navi da guerra e da trasporto. Una nostra forza navale, nel pomeriggio di ieri, riusciva a raggiungere nel Golfo della Sirte la formazione inglese che cercava di sottrarsi al combattimento co­prendosi con nebbia e le infliggeva nuovi danni che saranno precisati. Importanti aliquote dell’aviazione tedesca hanno violentemente at­taccato gli aeroporti di Ta Venezia e di Luka, sconvolgendone gli apprestamenti e le attrezzature: due velivoli sono stati distrutti in duelli aerei e sette al suolo.

  • Bollettino n. 1.032

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 23 marzo 1943:

Nella giornata di ieri si sono svolti duri combattimenti nello scac­chiere tunisino, in particolare sul fronte centrale e meridionale. Concentramenti di mezzi corazzati avversari sono stati individuati e battuti dall’aviazione dell’Asse.

Dodici velivoli nemici sono stami distrutti dai cacciatori tedeschi, al­tri tre sono precipitati in fiamme, colpiti dalle batterie della difesa. Tre dei nostri velivoli non sono tornati alla base.

Nella notte sul 22 apparecchi nemici hanno gettato bombe su Na­poli e dintorni senza causare vittime.

Ieri nel pomeriggio una ventina di quadrimotori americani hanno effettuato una incursione su Palermo. Molti fabbricati urbani sono stati demoliti o danneggiati. Le vittime finora accertate, tra la po­polazione civile, salgono a 38 morti e 184 feriti. Il contegno della popolazione esemplare.

Ad opera delle artiglierie contraeree e della caccia italo – germanica 5 quadrimotori nemici precipitavano in mare.

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