22 marzo 1944, i martiri di Campo di Marte

Luca Poggiali, nel suo La guerra civile a Firenze, articolo su “Storia e battaglie” n°94, settembre 2009, pag 4 scrive che durante l’occupazione partigiana di pochissime ore di Vicchio di Mugello nella serata del 6 marzo 1944, questi ultimi procedettero all’eliminazione di diversi fascisti. Fra di essi scrive sempre lo stesso Poggiali vi erano anche civili disarmati prelevati ed eliminati, come Giovanni Dreoni, un autista di piazza; un episodio su cui si è sempre glissato, con alcuni partigiani che scrivono di “un tentativo di fuga” decisamente improbabile, effettuato dalla base partigiana su Monte Giovi”.

Pochi giorni dopo e precisamente alle prime luci del 12 marzo 1944 formazioni militari della Repubblica Sociale Italiana effettuarono un rastrellamento nella zona, durante il quale furono catturati diversi renitenti alla leva, sospettati di appartenere alle bande partigiane, tra cui, oltre ad alcuni giovani contadini del posto, un aviere sardo che si era rifugiato presso la famiglia di uno di loro, nei pressi di Gattaia. Condotti nel capoluogo essi furono processati e sette di loro furono condannati a morte. Di questi due furono graziati dal Duce e condannati a 24 anni di relcusione con la sospensione della pena a seguito della loro domanda di essere assegnati a reparti operativi.

Per i cinque condannati a morte dal Tribunale insediato nel febbraio 1944 da Enrico Adami Rossi, generale di corpo d’armata e presieduto dal generale Raffaele Berti, vani furono i tentativi di richiedere clemenza da parte delle famiglie e del cardinale Elia Dalla Costa. La mattina del 22 marzo venivano fucilati, davanti ad altri giovani militari a cui la cosa doveva insegnare che il fascismo repubblicano non faceva sconti, sotto la Torre di Maratona dello Stadio di Firenze che allora si chiamava “Giovanni Berta”:

  1. Corona Leandro, nato il 04/05/1923 a Maracalagonis (Cagliari). Aviere rifugiatosi nel Comune di Vicchio (Firenze)
  2. Quiti Ottorino, nato il 08/09/1921 a Vicchio di Mugello (Firenze).
  3. Raddi Antonio, nato il 20/05/1923 a Vicchio di Mugello (Firenze).
  4. Santoni Adriano, nato l’11/07/1923 a Vicchio di Mugello (Firenze).
  5. Targetti Adriano, nato il 03/09/1922 a Vicchio di Mugello (Firenze)

Non tutti i condannati morirono sul colpo ma a quel punto intervennero il capitano Armando Ciccarone e il capitano Mario Carità (comandante il Reparto Servizi Speciali della 92. Legione della G.N.R.) a finire con un colpo di pistola alla testa coloro che erano rimasti vivi dopo la scarica del plotone. Una piccola cappella venne eretta sul luogo dell’eccidio, al termine della guerra e lì ogni anno si svolge la cerimonia per ricordare i cinque martiri del Campo di Marte, con la deposizione di corone di alloro e la celebrazione di una Messa. ll 25 aprile 2008, durante la cerimonia per la Festa della Liberazione all’Altare della Patria di Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha insignito i cinque martiri della Medaglia d’oro al valor civile.

Ricordiamo prima di chiudere che il generale Rossi, assieme a Raffaele Berti, Adimaro Adimari, Antonio De Meda, Mario Benti, Alessandro Baggio Ducarne e Ciccarone Armando, venne giudicato nel 1946 dalla Corte d’Assise Speciale di Firenze per le responsabilità avute nella costituzione dei tribunali straordinari militari che in Toscana avevano promosso a partire dal febbraio 1944 numerose sentenze di condanna a morte contro renitenti alla leva e disertori dell’esercito della R.S.I. Il tribunale il 15 maggio 1946 lo condannava a morte, ma egli otteneva la cancellazione della sentenza in Cassazione, venendo rinviato in esame presso la Corte d’Assise di Roma. Al nuovo processo nel novembre-dicembre 1947 il procuratore generale chiese per Adami Rossi 24 anni di reclusione. La pena però fu più mite e grazie al concorso di attenuanti e amnistia fu ridotta a soli 3 anni, poi interamente condonati.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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