Berlino 21 marzo 1943, fallito attentato a Hitler

Quasi tutti conoscono, l’attentato portato alla persona del Fuhrer il 20 luglio 1944 nella cosiddetta “tana del lupo” il il suo quartier generale nella foresta di Rastenburg, nella Prussia Orientale, da un un gruppo di alti ufficiali ed eseguito materialmente dal colonnello Claus von Stauffenberg. L’operazione si concluse con quattro morti: i Generali Rudolf Schmundt e Gunther Korten, il Colonnello Heinz Brandt e lo Stenografo Heinrich Berger e una leggera lussazione ad un braccio per Hitler, salvato pare da un grosso tavolo di quercia che lo riparò dall’onda d’urto provocata dall’esplosione.

Nelle settimane successive, la polizia segreta del Terzo Reich catturò quasi tutti coloro che avevano anche la più remota connessione con l’attentato: alla fine, furono oltre cinquemila gli arrestati e duecento i giustiziati. L’attentato portato sul grande schermo nel 2008 con il film “Operazione Valchiria” che vide Tom Cruise interpretare il ruolo del colonnello von Stauffenberg, che ricordiamo era rimasto gravemente ferito in Africa Settentrionale, dove perse un occhio e la mano destra durante un bombardamento aereo, non fu l’unico contro Hitler. Il nostro post odierno è dedicato al tentativo di un altro ufficiale della Wehrmacht il capitano Rudolf Christoph Freiherr von Gersdorff.

Nato a Lubin attualmente città della Polonia nel voivodato della Bassa Slesia, il 27 marzo 1905 von Gersdorff poco dopo il fallito tentativo del colonnello di Stato maggiore Henning von Tresckow del 13 marzo 1943, si dichiarò pronto a dare la sua vita per il bene della Germania offrendosi per un attentato suicida che avrebbe coinvolto Hitler ma anche altri “pezzi grossi”. L’occasione si presentò pochi giorni dopo e precisamente il 21 marzo 1943 quando nel corso della celebrazione del Giorno della commemorazione degli eroi, Hitler inaugurò nel fabbricato dell’ex Arsenale di Berlino una mostra di armi catturate al nemico sul fronte orientale e Gersdorff, in qualità di esperto comandato, doveva illustrare agli illustri ospiti la mostra.

Il suo piano prevedeva che, durante il giro che Hitler avrebbe fatto, insieme a membri del vertice del Reich, tra i quali vi erano Hermann Göring, Heinrich Himmler, Wilhelm Keitel e Karl Dönitz, egli stesso facesse esplodere una Schrapnellmine, custodita in una tasca del mantello. Abbreviata in S-mine e nota anche come “Bouncing Betty” (Betty saltellante, dal cartone animato americano “Betty Boop”), è la più conosciuta di una serie di mine dette “mine saltanti”. Letale, ben riuscita e molto imitata, venne prodotta a partite dal 1935 e fino alla fine del conflitto in quasi due milioni di esemplari e rimane nel suo campo una delle armi migliori di tutta la seconda guerra mondiale. Tarata per attivarsi con una pressione di almeno 7 Kg, ne pesava circa quattro e conteneva al suo interno circa 360 pallini, sbarrette o schegge d’acciaio.

Dopo che Gersdorff aveva già attivato il detonatore, Hitler probabilmente cambiò il programma e lasciò l’edificio prima che fossero scaduti i dieci minuti di ritardo sui quali il detonatore era stato regolato. Gersdorff fece quindi appena in tempo a disinnescarlo di nascosto all’interno di una toilette. Dopo il mancato tentativo, egli fu inviato sul fronte orientale, ma continuò a pensare al suo progetto di assassinare il Fuhrer custodendo gelosamente esplosivo e detonatore per l’attentato previsto per 20 luglio, che il suo collega e compagno di cospirazione Wessel Freytag von Loringhoven, si era procurato nascostamente dalle scorte occulte di armi inglesi dell’Abwehr.

Come abbiamo visto all’inizio del nostro post anche quel tentativo fallì e solo il silenzio di von Loringhoven, durante l’interrogatorio cui fu sottoposto dalla Gestapo, lo salvò dall’arresto e dalla sicura impiccagione. Successivamente partecipò alle operazioni contro lo Sbarco in Normandia, ricevendo la Croce del Cavaliere per i duri combattimenti a Falaise-Chambois nell’agosto del 1944. Così von Gersdorff fu uno dei pochi fra gli appartenenti alla Wehrmacht che, pur avendo preso parte attiva alla resistenza contro il dittatore, riuscì a sopravvivere alla guerra.

Con la fine della guerra si concluse dopo aver raggiunto il grado di Generalmajor (generale a due stelle) anche la sua carriera militare iniziata nel lontano 1923, quando si si unì al Reichswehr come allievo ufficiale. Gersdorff partecipò successivamente ai lavori della Divisione storica dell’esercito americano, in cui, sotto la guida di Franz Halder , i generali tedeschi scrissero studi operativi sulla seconda guerra mondiale per l’esercito americano, prima come prigionieri di guerra e poi come impiegati e fu anche nominato membro del Bundestag della Germania Ovest, con sede a Bonn. Un incidente a cavallo nel 1967 lo lasciò paraplegico per gli ultimi dodici anni della sua vita, durante i quali scrisse e pubblicò le sue memorie, Soldat im Untergang (“Soldato durante la caduta”). Morirà a Monaco di Baviera all’età di 75 anni il 27 gennaio 1980.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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