14 marzo 1972, la morte di Giangiacomo Feltrinelli l’editore innamorato della Revolución

Il 14 marzo 1972, venne ritrovato a Segrate vicino a un traliccio dell’alta tensione, dilaniato dall’esplosione di una bomba il corpo di Giangiacomo Feltrinelli detto Giangi. Nato a Milano il 19 giugno 1926, da una delle famiglie più ricche d’Italia, fu inizialmente un acceso sostenitore del Fascismo, salvo poi prendere parte alla guerra di Liberazione arruolandosi nel Gruppo di Combattimento Legnano dell’Esercito Cobelligerante Italiano, risalendo la penisola al fianco della V Armata statunitense. Fondatore nel 1954 della casa editrice Giangiacomo Feltrinelli Editore,  profondamente innamorato degli ideali rivoluzionari legati alle figure di Fidel Castro e Che Guevara, fondò nel 1970 i G.A.P. Gruppi d’Azione Partigiana – Esercito Popolare di Liberazione.

La sua morte è ancora ad oggi avvolta nel mistero, uno dei tanti misteri irrisolti di quegli anni difficili della Storia della nostra amata Nazione, un altro di quelli che rimarrà senza risposta. In rete abbiamo trovato articoli che lo dipingono come “terrorista pasticcione” evidenziando la sua assoluta impreparazione nel preparare l’attentato, altri ne parlano come vittima dei servizi segreti israeliano e statunitense. Sotto riportiamo i link dei due articoli di Secoloditalia.it e da Corriere.it che chi volesse può leggere seguendo il link sotto riportato:

https://www.secoloditalia.it/2018/09/feltrinelli-la-bufala-della-morte-misteriosa-mori-strattonando-le-micce/

https://pochestorie.corriere.it/2018/03/14/la-misteriosa-morte-di-giangiacomo-feltrinelli-editore-borghese-innamorato-della-revolucion/

Prima di chiudere una curiosità di cui non abbiamo trovato traccia sull’articolo appena citato. Una delle dimore della famiglia Feltrinelli, era una lussuosa villa costruita a Gargnano sul Lago di Garda in soli sette anni sul finire del 1800 su richiesta della famiglia, che la trasformò in residenza estiva per sfuggire al caldo insopportabile di Milano. Divisa in tre grandi blocchi con altezze diverse, quello centrale a forma esagonale in principio sormontato da una torretta, Villa Feltrinelli fu l’ultima residenza di Benito Mussolini. Il Duce nel prestigioso edificio che si affaccia sul lago di Garda trascorse con la sua famiglia i 600 giorni della sua ultima avventura politica, quella del fascismo repubblicano.

Mussolini arrivò a Gargnano l’8 ottobre 1943, raggiunto dalla moglie e dai figli chek raggiunsero il successivo 29 ottobre e lì rimase fino al 18 aprile1945, quando la fine della guerra determinò la fine della Repubblica Sociale e la morte dei suoi maggiori esponenti, Mussolini compreso. Sul tetto della villa furono sistemati due cannoncini e mitragliatori antiaerei e per ragioni di sicurezza fu fatta demolire la parte sommitale della torre e inoltre venne costruito un rifugio antiaereo alle spalle dell’edificio. Durante quel periodo, ogni giorno il Capo del Governo raggiungeva in auto, il Quartier Generale alla Villa delle Orsoline, passando per una Gargnano suddivisa con ben tre posti di blocco o zone, ognuno dei quali richiedeva un diverso lasciapassare.

Nel dopoguerra lo splendido edificio divenne proprietà di un magnate americano, Bob Burns, che ne ha voluto immediatamente ricreare lo sfarzo del passato. I complessi lavori a cui venne sottoposta nel 1997, hanno trasformato la villa in un lussuoso Grand Hotel ricreandone all’interno un’atmosfera da residenza elitaria e nobile propria di altri tempi. Negli anni recenti l’associazione Oggicultura in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Gargnano ha curato il ciclo «I luoghi e la storia: dalla Repubblica Sociale alla Liberazione” che hanno coinvolto naturalmente anche la villa. L’edificio è stato reso visitabile nell’ottobre del 2018 dalla stessa proprietà, l’esperimento ha avuto un notevole afflusso di pubblico, attirato da un’edificio che ha molto da raccontare e non è escluso che l’operazione venga ripetuta in futuro.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

2 pensieri riguardo “14 marzo 1972, la morte di Giangiacomo Feltrinelli l’editore innamorato della Revolución

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.