Pietro Cella, la prima medaglia d’oro assegnata ad un membro degli alpini

La storia che andiamo a raccontare oggi, ha come oggetto la prima Medaglia d’oro al valor militare assegnata ad un appartenente al corpo degli alpini, corpo nato a Napoli il 15 ottobre 1872. Protagonista di questa valoroso episodio della nostra storia militare è il capitano Pietro Cella che si guadagnò la massima onorificenza militare italiana trovando la morte nel corso della battaglia di Adua combattuta il 1° marzo 1896, battaglia decisiva della guerra di Abissinia, combattuta nei dintorni di Adua tra le forze italiane comandate dal tenente generale Oreste Baratieri e l’esercito abissino del negus Menelik II.

La sconfitta fu anche uno schiaffo morale, dimostrava che gli eserciti europei in Africa non erano invincibili e divenne un simbolo della lotta al colonialismo. Prima di proseguire nella trattazione ricordiamo che la guerra di Abissinia venne combattuta tra il dicembre del 1895 e l’ottobre del 1896 tra il Regno d’Italia e l’Impero d’Etiopia. La sconfitta delle forze armate del Regno d’Italia, ad opera dell’imperatore Menelik II, di cui la battaglia di Adua costituì uno dei momenti cruciali, portò alla firma del trattato di Addis Abeba, con cui veniva riconosciuta la sovranità italiana sull’Eritrea e la piena indipendenza dell’Etiopia.

Pietro Cella nacque a Bardi piccolissimo centro della provincia di Parma il 9 aprile 1851 e dopo essersi formato nei collegi militari di Colorno e Racconigi, si arruolò come soldato semplice nel Regio Esercito, prestando servizio nei distretti militari di Piacenza e Palermo, ottenendo la promozione dapprima caporale e poi sergente. Ammesso a frequentare la Regia Accademia Militare di Modena il 30 luglio 1877, dopo due anni ne esce come sottotenente di fanteria, ed entra in servizio presso il 37º Reggimento il 31 luglio 1879. Affascinato dalla figura del combattente di montagna, chiese di essere trasferito nel corpo degli alpini, creato come abbiamo visto poco fa qualche anno prima e alla fine del 1880 e venne assegnato al 6° reggimento. 

Cinque anni dopo, venne promosso tenente e, di li a tre anni, il grado di capitano sempre inquadrato nel 6° reggimento alpini. Assegnato al I Battaglione Alpini d’Africa, forte di oltre mille uomini e comandato dal colonnello Davide Menini, inquadrato nel 5º Reggimento fanteria d’Africa del colonnello Luigi Nava, Cella il 29 dicembre 1895 approdò nel Corno d’Africa. Assunse il comando della 4ª Compagnia del suddetto battaglione e dopo aver attraversato la valle di Haddast, Pietro Cella e i suoi uomini giunsero sull’altopiano dell’Adigrat e lì sostarono in attesa di ordini fino al tragico 1° marzo 1896, quando il suo reggimento si trovò coinvolto nelle battaglia di Adua

Erano circa le 11:00 quando, mentre il nostro schieramento stava crollando Cella ebbe l’ordine di battere in ritirata per evitare l’accerchiamento e il conseguente annientamento dell’intero reparto. Si organizzò velocemente per eseguire l’ordine ma gli abissini furono più veloci del previsto e Cella vedendo l’inutilità della fuga, decise di restare saldo al terreno con i suoi alpini a combattere contro un nemico sempre più numeroso. Le fonti raccontarono il suo gesto eroico, un sacrificio che non fu vano in quanto gran parte degli uomini da lui dipendenti riusciranno a salvarsi. Al valoroso capitano venne assegnata la Medaglia d’Oro alla memoria, come ricordato, la prima mai conferita nella storia del corpo, che così recita:

“Comandante delle compagnie alpine 3ª e 4ª distaccate sulla sinistra dell’occupazione di Monte Raio, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie finché furono pressoché distrutte, e combattendo valorosamente lasciò la vita sul campo prima di cedere di fronte all’irrompente nemico. Adua (Eritrea), 1º marzo 1896”.

La notizia del disastro giunta in Italia nelle prime ore del mattino del giorno successivo, quando Baratieri telegrafò addossando le responsabilità della disfatta alla viltà dei suoi soldati, provocò grosse manifestazioni e proteste di piazza contro la politica coloniale del governo, oltre a manifestazioni di orgoglio nazionale offeso. Tre giorni dopo, Crispi rassegnava le dimissioni da Presidente del Consiglio e il 4 marzo il generale Baldissera giunse nella colonia, rilevando dal comando Baratieri. Rientrato in Italia, quest’ultimo venne imputato da una corte marziale di aver preparato un piano d’attacco “ingiustificabile” e di aver abbandonato le sue truppe sul terreno; fu assolto, ma descritto nella sentenza come “del tutto inadatto” per il comando, la sua carriera militare ebbe di fatto fine.

Il corpo di Pietro Cella risulta seppellito presso il Monumento ai Caduti di Daragonat (Etiopia). Nel 2007 nella caserma di Schio a lui intitolata è stata posta una lapide a ricordo e dall’aprile 2012, presso la Fortezza di Bardi, l’Amministrazione Comunale, con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Parma e del Gruppo di Bardi, sono state aperte al pubblico “5 Sale Alpine” intitolate a Pietro Cella. Le sale contengono uniformi ed altro materiale fotografico e documentario della storia alpina dal 1872 al 1940 e la terza sala è dedicata all’eroe bardigiano e qui è conservata anche la sua spada.

Prima di chiudere il nostro post ricordiamo che in quella tragica e gloriosa giornata che vide la morte di quasi 300 ufficiali, 4300 nazionali e 2000 Ascari, un numero che superò quello di tutte le guerre del Risorgimento, agli Alpini furono concesse oltre a quella al colonnello Menini altre 20 medaglie d’argento, 33 di bronzo ed 11 encomi solenni: tutti alla memoria. Grande eroismo lo dimostrarono anche gli Artiglieri da montagna, che caddero piuttosto che abbandonare i pezzi.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale, saranno molto graditi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.