I bollettini di guerra del 1° marzo 1941-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post, i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 267

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 1 marzo 1941:

Sul fronte greco nulla di notevole da segnalare. Formazioni di bom­bardieri hanno spezzonato e mitragliato intensamente raggruppa­menti di truppe. Una importante base navale nemica è stata bom­bardata. In violenti combattimenti aerei nove velivoli nemici sono stati abbattuti. Quattro nostri velivoli non sono rientrati.

In Egeo, il giorno 25 febbraio un corpo di spedizione inglese, sostenuto da formazioni navali, ha attaccato in forze l’isoletta di Castelrosso, di dieci chilometri quadrati di superficie, presidiata da alcuni soldati e marinai, sulla quale non esiste alcun idroscalo. Le imponenti forze nemiche mobilitate per l’impresa, dopo aver bombardato l’isola la occupavano, sopraffacendo il nostro presidio. Il giorno 28 alcune no­stre siluranti hanno sbarcato a Castelrosso, con l’efficace concorso della nostra aviazione, un reparto da sbarco, che, rapidamente di­strutto il presidio inglese, ristabiliva il nostro possesso dell’isola, cat­turando prigionieri, armi e munizioni ed una bandiera inglese.

Nell’Africa settentrionale, nostri bombardieri hanno efficacemente colpito mezzi meccanizzati nemici a sud – ovest di Agedabia.

Nell’Africa orientale, a nord di Mogadiscio continua violenta la pres­sione nemica contrastata accanitamente dalle nostre truppe. Negli altri settori, azioni di carattere locale. Il nemico ha bombardato Asmara, causando morti e feriti tra la popolazione civile. Un aereo nemico è stato abbattuto.

  • Bollettino n. 638

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 1 marzo 1942:

Nel corso di un vivace scontro fra reparti esploranti a sud – est Di Tmimi abbiamo distrutto quattro autoblindo, preso alcuni prigio­nieri, costretto il nemico a ripiegare.

Nonostante le difficoltà atmosferiche, una nostra formazione da cac­cia, agli ordini del maggiore Antonio Vizzotto, ha condotto con vi­gorosa audacia un’azione di mitragliamento contro l’aeroporto d El Adem, distruggendo una diecina di velivoli dislocati sul campo. Concentramenti di automezzi sono stati pure attaccati dalla formazione, con pieno successo, durante il volo di ritorno alla base alla quale tutti gli apparecchi hanno fatto ritorno.

L’attività dell’aviazione nemica si è limitata ad incursioni notturne su Tripoli e su Bengasi dove un aeroplano inglese risulta abbattuto dalla difesa contraerea. L’equipaggio, lanciatosi col paracadute, è stato catturato.

Velivoli tedeschi hanno continuato il bombardamento degli obiettivi di Malta.

Nel mattino di ieri un bombardiere nemico è precipitato presso Pantelleria; l’equipaggio di cinque persone è perito; altro bombar­diere costretto ad atterrare nei dintorni di Pachino (Siracusa), si è incendiato: gli aviatori in numero di sei fra i quali un capitano e un americano sono stati salvati e catturati.

Un nostro vapore da carico, che faceva ritorno dalla Libia traspor­tando un notevole numero di prigionieri inglesi, è stato silurato ed affondato; le operazioni di salvataggio, tuttora in corso, sono osta­colate dalle sfavorevoli condizioni del mare.

  • Bollettino n. 1.010

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 1 marzo 1943:

In Tunisia, combattimenti locali svoltisi nella zona settentrionale han­no avuto esito a noi favorevole, un tentato attacco nemico nel set­tore meridionale è stato stroncato dal fuoco dell’artiglieria.
Tre apparecchi britannici risultano distrutti dalla caccia dell’Asse.
Nostre formazioni di aerosiluranti al comando del maggiore Ga­briele Casini da Monte S. Savino (Arezzo), capitano Giulio Cesare Graziani da Affile (Roma), capitano Giuseppe Zucconi da Stignano di Pola, capitano Mario Spezzaforri da Torre Annunziata, tenente Mi­chele Avalle da Cuneo, attaccavano a nord – est di Algeri un grosso convoglio scortato: un cacciatorpediniere tipo Jervis, raggiunto da due siluri, affondava immediatamente, due piroscafi, per comples­sive 17 mila tonnellate, colpiti in pieno, colavano a picco; un altro cacciatorpediniere ed un mercantile da 7 mila tonnellate venivano gravemente danneggiati.

Aerei italiani bombardavano navi alla fonda nella rada di Algeri provocando violente esplosioni.

Su Cagliari e Palermo formazioni di velivoli avversari hanno lan­ciato ieri numerose bombe colpendo edifici pubblici ed abitazioni civili; accertati finora circa 200 morti e qualche centinaio di feriti a Cagliari, 3 morti e 8 feriti a Palermo.

Sei dei velivoli nemici sono stati abbattuti: tre nei pressi di Palermo dalle artiglierie contraeree italo – tedesche, due al largo di Capo Spar­tivento ad opera della nostra caccia in violenti scontri, uno da cac­ciatori germanici poco a sud della Sardegna.

Presso S. Maria Castellabate (Salerno) sono stati raccolti tre compo­nenti l’equipaggio di un aereo inglese caduto in mare

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