4 febbraio 1952, a Lanciano viene conferita la Medaglia d’oro per la guerra di liberazione

Alla fine della seconda guerra mondiale, la neonata Repubblica Italiana sentì «l’obbligo di segnalare come degni di pubblico onore gli autori di atti di eroismo militare», ricompensando, con delle decorazioni al valor militare, non solo i singoli combattenti, militari o partigiani, ma anche quelle istituzioni territoriali a cui era stato riconosciuto un ruolo rilevante nella Guerra di Liberazione.“

Le città e i comuni italiani decorati con l’onorificenza della Medaglia d’oro al Valor Militare sono 48, mentre 47 sono le Medaglia d’Argento e 43 con quella di Bronzo. Dedicheremo un post a ciascuna città o comune decorato.

Il 5 ottobre 1943, unica città dell’Abruzzo e dell’intera Italia centrale, Lanciano insorse contro i tedeschi riuscendo a cacciarli il giorno successivo. Le gesta di coloro che passarono alla storia come “martiri ottobrini di Lanciano“, vennero esaltate pochi giorni dopo non soltanto in Italia, ma anche dalle Radio di Londra e di New York. Il 4 febbraio 1952, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi consegnava la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Lanciano con la seguente motivazione:

Forte città dell’Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l’azione armata dei suoi figli migliori. L’intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza.»
— Lanciano, 5 ottobre 1943 – giugno 1944

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