Canale d’Otranto 12 novembre 1940, l’eroica resistenza della torpediniera Fabrizi

Dal 28 ottobre 1940 era in atto l’attacco italiano alla Grecia e mentre le operazioni volgevano a sfavore delle nostre armi, la Marina italiana cercava di far giungere al fronte, seppur in maniera caotica quanti più uomini e materiali possibili, per cercare di ribaltare la situazione. Nella notte fra l’11 e il 12 novembre 1940 la base navale di Taranto subì quello che era il primo attacco della storia portato da una portaerei e nella stessa notte la Royal Navy britannica lanciava un ardito attacco nel canale d’Otranto con un duplice obbiettivo, primo contrastare il traffico italiano verso i porti dell’Albania, azione che era sia di supporto sia diversiva con l’attacco alla base di Taranto.

L’azione britannica era sia di supporto sia diversiva con l’attacco alla base di Taranto e vide impegnate una notevole squadra navale La Royal Navy impiegò in quell’operazione una notevole squadra navale britannica, composta dagli incrociatori leggeri Orion, Ajax e dall’australiano Sydney e dai cacciatorpediniere Nubian e Mohawk, riunite nella 7ª Divisione incrociatori britannica. Alle 22:30 dell’11 novembre 1940 la torpediniera Nicola Fabrizi, al comando del tenente di vascello di complemento Giovanni Barbini, lasciò Valona per scortare in Italia, un convoglio composto dai piroscafi merci Premuda, Capo Vado, Antonio Locatelli, e dalla motonave passeggeri Catalani

Varato nel 1917 come cacciatorpediniere, il Nicola Fabrizi, il 3 novembre dello stesso anno salpò da Venezia insieme ai cacciatorpediniere Audace, Missori e La Masa (cui poi si aggiunsero le torpediniere Climene e Procione, partite da Cortellazzo) e fece rotta per Trieste, dove la formazione giunse alle 16.10 sbarcando 200 carabinieri ed il generale Carlo Petitti di Roreto, che, tra la folla acclamante, proclamò l’annessione della città all’Italia. Nel 1929 l’unità fu declassata a torpediniera.

Tornando alla vicenda oggetto del nostro post odierno, oltre alla Fabrizi per scortare i piroscafi merci Premuda, Capo Vado, Antonio Locatelli, e la motonave passeggeri Catalani, venne destinato l’incrociatore ausiliario RAMB III, veloce motonave bananiera della Regia azienda monopolio banane che dopo essere stata requisita dalla Regia Marina, venne convertita come incrociatore ausiliario. A seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943, l’unità diverrà preda bellica dei tedeschi e quindi incorporata nella Kriegsmarine e impiegata quale posamine fino al termine del conflitto. La storia della RAMB III tuttavua non era ancora finita, la stessa diverrà piroscafo presidenziale del dittatore jugoslavo Josip  Broz, meglio noto come Tito, ma torniamo alla battaglia navale dei canale di Otranto, oggetto del nostro post odierno.

Verso le 1.25 della notte sul 12 novembre 1940 quando le unità italiane avvistarono la potente squadra britannica e nonostante la notevole disparità di forze ingaggiarono battaglia. Purtroppo il coraggioso tentativo di proteggere il convoglio, fu vano. In breve tempo tutti e quattro i trasporti furono affondati od incendiati, quanto alle unità di scorta, mentre il RAMB III al comando del Capitano di Fregata Francesco De Angelis, dopo aver sparato 17 colpi con i suoi cannoni da 120, si allontanava per evitare la distruzione, la Fabrizi si portò decisamente al contrattacco.

Poco poteva la piccola unità italiana che venne ripetutamente colpita, soprattutto dall’ Orion, e nonostante i danni, si portò a breve distanza per cercare di lanciare i propri siluri, ma gli apparati per il lancio dei siluri si rivelarono inutilizzabili per i duri colpi ricevuti. Il valoroso comandante Barbini, nonostante gravemente ferito ad una gamba, decise di continuare l’attacco ed aprì il fuoco con i cannoni da 102 mm per tentare di  distogliere le unità nemiche dall’attacco al convoglio.

Successivamente, Barbini portò la propria nave verso i campi minati difensivi situati a ridosso della costa albanese, tentando di farsi inseguire dalle navi inglesi, che tuttavia avendo con pieno successo eseguito la missione di distruggere il convoglio mercantile, all’1:53, decise di abbandonare il campo di battaglia, allontanandosi a tutta velocità. Alla malconcia torpediniera, pesantemente danneggiata ed incendiata, non rimase che rientrare a Valona.

Nel combattimento rimasero uccisi 11 uomini dell’equipaggio della Fabrizi, mentre altri 17 erano stati feriti gravemente. Al comandante Barbini, che aveva rifiutato di essere medicato fino al termine del combattimento, ed aveva mantenuto il comando della torpediniera sino all’attracco in porto, fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

«Comandante di torpediniera in servizio di scorta ad un convoglio, avvistate nottetempo soverchianti forze navali nemiche, si lanciava all’attacco con immediata decisione ed audace manovra. Fatto segno ad intenso fuoco nemico, si portava a distanza utile di lancio, che non poteva eseguire per le avarie al materiale prodotte dal tiro avversario; reagiva allora in modo deciso con le artiglierie attirando su di sé l’offesa nemica per dare modo ai piroscafi del convoglio di porsi in salvo. Dopo aver messo in atto ogni mezzo a sua disposizione per infliggere al nemico il massimo danno, e quando ogni azione offensiva era resa impossibile dalle condizioni di gallegiabilità della torpediniera oramai compromessa e dalla menomata efficienza delle artiglierie, manovrava per condurre l’inseguitore lontano dal campo di azione e verso i nostri campi minati. Ferito ad una gamba fin dall’inizio del combattimento, e pur perdendo sangue in abbondanza, si faceva prestare i primi soccorsi sommari solo ad azione ultimata, continuando a tenere il comando della sua unità fino all’ormeggio in rada nazionale. Magnifico esempio di coraggio sereno, di sprezzo del pericolo e di audacia senza pari.»
— Basso Adriatico, notte sul 12 novembre 1940

Nella battaglia navale combattuta nel canale d’Otranto si distinsero decine di marinai, a tre di loro verrà conferita la Medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria. Alla sua postazione di tiro, si distinse in particolar modo il Guardiamarina Igor Maximoff, che continuò a dirigere il fuoco delle artiglierie di bordo sebbene avesse riportato una gravissima ferita ad una gamba che, nonostante i soccorsi ricevuti, a causa della copiosa perdita di sangue, lo porterà alla morte:

“Sottordine al Direttore di Tiro di una torpediniera impegnata in violento combattimento notturno contro soverchianti forze nemiche, colpito da una scheggia che gli spezzava la gamba sinistra, rifiutava ogni aiuto, incitando il personale della centrale di tiro perché rimanesse al suo posto e prestasse assistenza ad altri feriti. Ricevute le prime cure dopo il combattimento, si preoccupava solo delle ferite riportate dal Comandante e dal personale dell’unità. Ricoverato su di una nave ospedale, vi decedeva con stoica serenità, suscitando l’ammirazione dei sanitari che lo assistevano.

Basso Adriatico, notte sul 12 novembre 1940”.

Le altre due Medaglie d’argento alla memoria verranno conferite all’Aspirante Giorgio Pirrone, rimasto ucciso quando una bordata inglese colpì e distrusse in pieno la Centrale Radiotelegrafica da dove stava segnalando ai comandi sovraordinati l’avvenuto scontro e la richiesta di soccorsi. Anche lui venne insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria:

“Imbarcato su una torpediniera, durante uno scontro con forze nemiche soverchianti, svolgeva le sue mansioni con serena calma e ammirevole sprezzo del pericolo sotto il violento fuoco nemico. Colpito in pieno da una granata, dava la sua vita in olocausto alla Patria.

Basso Adriatico, notte del 12 novembre 1940”.

Cadde anche il Marinaio Francesco Zizzo, ucciso dopo che era accorso ad aprire il fuoco ad una postazione d’artiglieria il cui servente era rimasto precedentemente ucciso. Questa la motivazione della sua Medaglia d’Argento:

“Imbarcato su una torpediniera impegnata con forze nemiche soverchianti, abbandonava il suo pezzo, posto in condizioni di non poter far fuoco, per accorrere volontariamente ad un altro pezzo e sostituirvi un compagno caduto. Nell’adempiere al nuovo compito, dava la sua vita in generoso olocausto alla Patria.

Basso Adriatico, notte del 12 novembre 1940”

La Fabrizi per quanto gravemente danneggiata, poté essere riparata e continuò a prestare servizio nella Regia Marina fino a settembre 1943, quando in seguito alla proclamazione dell’armistizio, l’unità insieme con la gemella Carini si consegnò agli Alleati a Malta. Il 5 ottobre le due vetuste unità, insieme alle ben più moderne torpediniere Aliseo, Animoso, Ardimentoso, Fortunale ed Indomito, lasciarono l’isola e rientrarono in Italia per riprendere servizio nella Marina italiana cobelligerante con gli Alleati.

Nel 1953 l’ormai vecchia e logorata Fabrizi venne declassata a dragamine, radiata e quindi demolita nel 1967. Il tenente di Vascello Giovanni Barbini continuò anch’egli il servizio nella Regia Marina fino al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Dopo  la nascita della Repubblica Sociale Italiana, decise di continuare la guerra al fianco dell’ormai ex alleato tedesco e venne nominato podestà di Venezia, carica che mantenne fino ad aprile 1945. Nel febbraio 1955 transitò nella riserva navale.

Dopo aver comandato la nave scuola Giorgio Cini, nel 1961 venne promosso Capitano di Vascello, rimanendo in servizio fino al 1961. Morirà a Rosignano Marittimo nel 1998 e nel 2006 gli è stata intitolata una via a Cagliari. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi. 

4 pensieri riguardo “Canale d’Otranto 12 novembre 1940, l’eroica resistenza della torpediniera Fabrizi

  1. La semplice lettura dello scontro navale -concomitante con l attacco alla flotta da battaglia a Taranto- SCANDALOSO che un convoglio venga “scortato”da due modestissime unità …infatti la splendida flotta era al -sicuro -??!!soltanto agli italiani sono accadute simili “circostanze “(la Calatafimi, a Genova ve la ricordate? )……da modersi i gomiti. ….

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.