Il primo bombardamento di Pantelleria, preludio all’attacco alla fortezza Europa

Siamo nei primi giorni di maggio del 1943, le operazioni militari in Tunisia volgono al termine. Dopo tre anni di duri combattimenti dagli esiti altalenanti e incerti almeno fino al novembre del 1942, l’immensa battaglia per il controllo dell’Africa settentrionale ha ormai decretato la vittoria degli Alleati. L’attenzione dei comandi anglo-britannici ormai è proiettata ai complessi piani di attacco alla “Festung Europa” la fortezza europa come la chiamavano i tedeschi.

Sono già stati ultimati i piani di invasione dell’Italia, operazione Corkscrew (in italiano: cavatappi) fu il nome in codice utilizzato dagli Alleati per indicare le azioni preliminari, che avrebbero permesso all’esercito alleato la conquista dell’isola di Pantelleria e delle Pelagie (Lampedusa, Linosa e Lampione) da usare in seguito come punti d’appoggio avanzati in occasione delle operazioni di sbarco in Sicilia, da effettuarsi subito dopo.

Aerei alleati su Pantelleria.gif

Pantelleria è un’isola piuttosto piccola, 83 kmq. circa un terzo di Malta, rocciosa e priva di sorgenti d’acqua dolce, ma di enorme importanza strategica poiché, posta nel canale di Sicilia fra la Tunisia e la Sicilia, domina l’unica via di comunicazione fra il Mediterraneo occidentale e quello centro-orientale. Le operazioni per la conquista dell’isola, acquistavano un significato particolare non solo dal punto di vista strettamente strategico-militate, ma anche psicologico e politico.

Si trattava, di vedere se il Regio Esercito fosse veramente determinato a battersi per l’integrità del territorio nazionale, se la Regia Marina finalmente avrebbe buttato nella mischi tutte le sue ancora importanti forze oppure avrebbe continuato a starsene al sicuro in porto. Era inoltre da verificare se il morale della popolazione italiana già provata dai pesanti bombardamenti aerei sulle nostre città, potesse reggere alla tensione di una guerra ormai combattuta in casa e se avrebbe continuato ad aver fiducia nel governo che lo aveva trascinato in quella tragica avventura.

L’operazione alleata, inizio dell’attacco al continente europeo ebbe inizio il 9 maggio 1943 con un violento bombardamento aereo appunto su Pantelleria, la più fortificata e presidiata delle quattro isole e la più importante dal punto di vista strategico per i suoi impianti radar e il campo di aviazione con l’hangar scavato nella montagna.

Comandante dell’isola era l’ammiraglio Gino Pavesi, da cui dipendeva il generale Mattei, ai cui ordini era la guarnigione, forte di circa 11.000 uomini acquartierati in ben radicate casematte, con 21 batterie di cannoni di una varietà di calibri. In quel mese sulle installazioni militari e sull’isola in generale verranno sganciate un totale di 6.202 tonnellate di bombe e gli Alleati dovranno registreranno 45 aerei abbattuti dalla nostra contraerea. Il martellamento aereo andrà avanti ininterrotto fino al 6 giugno e la martoriata isola sarà praticamente isolata anche da un blocco navale.

Il 5 giugno anche Lampedusa, subì il suo primo bombardamento e nella notte tra 6 e 7 giugno alcune unità navali inglesi si avvicinarono per saggiare la reazione delle batterie costiere. L’8 di giugno Pantelleria verrà per la prima volta bombardata dal mare, per distruggere le batterie costiere e l’11 giugno a seguito dello sbarco della terza brigata della prima divisione britannica, le truppe italiane si arrenderanno. Esattamente un mese dopo gli anglo-americani sbarcheranno sul suolo siciliano.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Un pensiero riguardo “Il primo bombardamento di Pantelleria, preludio all’attacco alla fortezza Europa

  1. A mio avviso è stata una brutta pagina della Storia italiana. Nel cogliere occasione per complimentarmi per l ‘eccellenza del Blog,un invito a descrivere la vicenda del “bombardamento fasullo”diPantelleria, ad usum propagandistico Usa?

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