Un “Alcione” per la Regia Aeronautica

Considerato da molti autori come il “miglior bombardiere italiano della seconda guerra mondiale”, il CANT Z.1007 “Alcione”, era un bombardiere medio trimotore ad ala bassa sviluppato dalla divisione aeronautica della Cantieri Riuniti dell’Adriatico, conosciuta con la sigla di CRDA negli anni trenta e prodotto su licenza anche da altre aziende nazionali.

Disegnato dall’ingegner Filippo Zappata, capo progettista dell’azienda ed autore di numerosi velivoli come ad esempio il CANT Z.506, l’Alcione era caratterizzato dalla struttura lignea, che si rivelò facilmente danneggiabile da condizioni climatiche estreme, come in Nordafrica ed in Unione Sovietica.

Durante il conflitto fu impiegato dalla Regia Aeronautica praticamente su tutti i fronti in cui operarono le forze armate italiane nel secondo conflitto mondiale ad esclusione dell’Africa Orientale. Il primo impiego operativo fu nel settembre 1940 quando la 172ª squadriglia da Ricognizione Strategica Terrestre fu inviata in Belgio per partecipare alla campagna aerea contro l’Inghilterra.

Z.1007 bis Alcione monoderiva impegnati nella campagna di Grecia
Alcione monoderiva impegnati nella campagna di Grecia

Partecipò poi alle operazioni offensive su Malta e alle principali battaglia aereonavali nel Mediterraneo, alle operazioni in Africa Settentrionale, nel Balcani, in Egeo e in numero molto limitato sul fronte russo. Dopo l’armistizio operò con l’Aeronautica Cobelligerante Italiana, l’Aeronautica Nazionale Repubblicana e la Luftwaffe. 

L’ Aeronautica Nazionale Repubblicana recuperò una dozzina di CZ.1007 bis e dieci CZ.1007 ter. Questi ultimi armarono sull’aeroporto di Lonate Pozzolo la Squadriglia Autonoma B.T. “Ettore Muti” che, tuttavia, non vede impiego operativo ma solo addestrativo. La Luftwaffe impiegò gli Alcione catturati sul fronte russo come velivolo da collegamento.

L’ Aeronautica Cobelligerante Italiana, nel dicembre 1943 concentro i mezzi disponibili sull’aeroporto di Lecce-Galatina, ricostituendo con 25 trimotori in carico l’ 88° gruppo (19ª, 190ª, 260ª, 265ª squadriglia). L’attività del gruppo si svolse nei Balcani per rifornire la divisione italiana « Garibaldi » operante nel Montenegro. Purtroppo la maggior parte dei rifornimenti, per espresso ordine alleato, verrà destinata ai partigiani jugoslavi e non ai nostri soldati.

Il CANT Z-1007bis si rivelerà un bombardiere riuscito, molto più di quanto lo fosse stato il suo predecessore il CANT Z-1007. Tra gli anni 1939 e il mese di dicembre del 1942, le officine CRDA CANT (Cantieri Riuniti dell’Adriatico – Cantiere Navale Triestino) ne vennero costruiti circa 450 esemplari. Un altro centinaio di esemplari furono costruiti su licenza dalle Industrie Meccaniche Aeronautiche Meridionali (IMAM) negli stabilimenti di Napoli.

La superiorità del Z-1007 sugli altri bombardieri italiani, verrà definitivamente confermata nel corso dell’estate del 1943 allorché lo stato maggiore della Regia Aeronautica decise che, nell’attesa dell’entrata in servizio del CANT Z-1018, le squadriglie operative dovranno essere dotate solamente dei trimotori dell’ing Zappata

Da tempo era ormai iniziato il ritiro progressivo degli SM-79 dalle operazioni di bombardamento trasformandoli in aerosiluranti, mentre i Fiat BR 20 passano al servizio di osservazione e ricognizione aerea. Solo alcuni SM-84 restano operativi in prima linea con la 43° squadra.

Costruiti fino all’agosto del 1943, i CANT Z.1007bis di serie furono prodotti con l’impennaggio verticale di coda in due differenti versioni:

con impennaggio monoderiva: le prime tre serie I-III; con impennaggio bideriva: le serie successive IV-IX.

Prima di chiudere il post dedicato all’Alcione ricordiamo un tragico episodio, che vide protagonista il valido trimotore, noto come “la strage degli Alcione”. La stessa di verifico nel pomeriggio del 14 maggio 1944 nel cielo dell’Adriatico. Partiti da Lecce-Galatina, 12 Cant Z1007 bis dell’Aeronatica Cobelligerante Italiana effettuarono regolarmente lo sgancio su Kolasin di 96 contenitori con 11.500 kg. di viveri destinati ai partigiani jugoslavi.

Al rientro, solo la prima formazione di 3 velivoli giunge regolarmente: gli altri 9, perduta la scorta di 5 Macchi MC 205 e 3 Reggiana Re.2001, vennero attaccati con estrema decisione da circa 20 caccia germanici Me.109 G. Si svolge un violentissimo combattimento durante il quale i trimotori sono inseguiti fino sulla costa italiana: 5 Cant.Z. precipitano in Adriatico e 2 altri atterrano a Galatina, ridotti in condizioni pietose, con morti e feriti a bordo. Tra i 26 Caduti si contano 5 ufficiali, 4 sottufficiali piloti, 17 specialisti.

Un Cant Z.1007 in un'azione di bombardamento sui Balcani nel 1941.
Alcione impegnato in azione di bombardamento nei Balcani

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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