Il martirio della famiglia Ugazio

Agosto del 1944, siamo in località Galliate, centro agricolo-industriale della provincia di Novara, dalla quale dista una decina di chilometri, sulle sponde del Ticino. In questo angolo della provincia novarese, si svolse una delle più disumane e malvagie vicende della guerra civile. Quel 28 agosto Giuseppe Ugazio stava con alcuni amici seduto ad un tavolo della trattoria San Carlo, discutendo di guerra e dei terrificanti bombardamenti aerei al ponte sul Ticino.

Giuseppe segretario politico del Fascio Repubblicano ha 43 anni e due splendide figlie, Cornelia di 21 anni studentessa di medicina, che quel giorno si era recata presso dei conoscenti che l’avevano pregata di fare a loro delle iniezioni, e Mirka di tredici anni che si divertiva a pedalare sulla sua bicicletta per le vie del paese.

Nella zona è attiva una banda partigiana, il cui capo era un certo «Griso», all’epoca famoso nel novarese per le sue scorribande contro i «fascisti». Quel tragico giorno egli, era giunto a Galliate alla ricerca di Ugazio. Lo intravide seduto al bar, e vestito come era in divisa delle Brigate Nere, gli fece segno di avvicinarsi. Ugazio si alza, gli si avvicina e a quel punto “Griso” estrae la rivoltella e lo constringe a seguirlo sotto casa  con lo scopo di prelevare le due figlie di Ugazio.

Con le ambite prede si diresse verso la vicina borgata Negrina ove in uno sperduto casolare attendevano altri partigiani. Qui Giuseppe fu subito legato a un alberto e seviziato a morte, sotto gli occhi delle figlie, che poi dovettero attendere che i partigiani si mettessero a tavola a gozzovigliare a piacimento. Il calvario riprese dopo la mangiata, quando quattordici partigiani le stuprarono per tutta la notte.

La violenza collettiva terminò il mattino quando le due ragazze credute morte, furono trascinate in una fossa. Ma da quei corpi, si udirono gemiti che furono subito soffocati. Secondo il racconto del 1997 di un ex partigiano non comunista

«le sorelle Ugazio furono sopraffatte da una ventina di uomini, a Cornelia spaccarono il cranio con il calcio del mitra e a Mirka schiacciarono il collo con uno scarpone per soffocarla».

Per restituire il ricordo a Mirka e Cornelia bisogna aspettare la primavera del 2009, quando l’amministrazione comunale di Galliate diventa di centrodestra e i nomi delle sorelle Ugazio tornano alla ribalta. Si innesca l’iter per la dedica di una via comunale, l’opposizione di centrosinistra non fa le barricate e la nuova amministrazione del Sindaco Davide Ferrari può approvare la delibera in tempi rapidi.

Monumento famiglia Ugazio

Oggi a Galliate c’è una «via Sorelle Ugazio» oltre a un monumento che ne ricorda il martirio. Nel 2016 a 94 anni moriva il principale responsabile della strage, rimasto come in quasi tutti i casi simili, impunito. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

2 pensieri riguardo “Il martirio della famiglia Ugazio

  1. Triste esempio di cosa potè fare la canaglia comunista. E per fortuna che non presero il potere nel 1948. Non casualmente, Togliatti il “Il Migliore” quale Guardasigilli proclamò l’amnistia.
    Devo tuttavia osservare che sarebbe stato opportuno che il monumento alla famiglia Ugazio avesse avuto un aspetto più sobrio: i simboli inseriti non sono propriamente neutri. In questa forma rischiano di squalificare l’aspetto umano della tragica e pazzesca vicenda criminale, per proporre una connotazione di parte. Per il resoconto della vicenda non c’è molto da dire, lascia storditi e senza parole al pensiero della sofferenza che dovettero provare il padre e le ragazze.
    Per quanto riguarda il sito e gli articoli, ottimo lavoro e grazie! Cordiali saluti, Pippo.

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